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Viterbo, addio alle società partecipate. Verso la chiusura Consortile mista, Agroalimentare, Robur e Cev

Roberto Pomi
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Il Comune si libera delle società partecipate, con l’obiettivo di arrivare entro la fine di quest’anno con le mani libere da lacci e lacciuoli rappresentati da realtà, che, pur pesando sul bilancio, non producono alcun tipo di utile in termini di servizi alla città. Il processo è cominciato a marzo con l’uscita dall’Interporto di Orte e adesso, tranne Francigena e Talete, la scure si sta per abbattere su tutte le altre. 
Trovata la strada per chiudere le ultime pendenze, giunge a fine corsa la Società consortile mista, in liquidazione da molti anni. Era stata costituita nel 1989 per dare vita all’insediamento artigianale del Poggino. A bloccarne la chiusura, dopo il raggiungimento della mission, era stata finora la vicenda di poche decine di posti auto rimasti nella disponibilità dell’ente e difficili da piazzare sul mercato. Alla fine, per uscire dall’empasse è stata fatta una donazione al Comune, che li destinerà alla sosta gratuita

 

 

Chiude anche la Società agroalimentare, costituita da Comune, Provincia e Camera di commercio. Doveva servire da supporto alla Fiera di Viterbo, ma da un decennio, chiusa l’esperienza di un expo nella città dei papi, era finita essa stessa in rianimazione essendo stata messa in liquidazione dal 2011. 
Ultimo anno di vita inoltre per il Cev, una vera e propria palla al piede per Palazzo dei Priori. In questo caso è stato trovato finalmente un accordo per chiudere l’ultima causa pendente e stralciare debiti per circa 100 mila euro. Era in liquidazione dal 2008. 
Ultimo respiro, poi, per Robur spa, antenata di Talete per quanto concerne la gestione del servizio idrico in città. Risulta in liquidazione dal 2007, quattordici anni di nulla. Solo il 4 giugno 2020 si è arrivati a un risolutivo accordo tra Robur e Talete su tutta una complessa partita di debiti e crediti da portare a compensazione. L’accordo transattivo firmato la scorsa estate permette di fatto la chiusura del carrozzone entro l’anno. 

 

 

 

Dopo questa bella sforbiciata, seguita in prima persona dall’assessore alle partecipate, Enrico Maria Contardo (Lega), il Comune resterà impegnato solo su tre fronti: Siit (Servizi idrici integrati Viterbo), Talete e Francigena. In particolare, il Siit resterà in piedi fino al prossimo anno. Deve infatti attendere di ultimare i pagamenti rateali di un debito contratto con la Cassa depositi e prestiti. Si tratta comunque di una società che, a differenza delle altre, continua a non pesare sulle casse comunali e infatti anche quest’anno è previsto che riversi un utile di circa 200 mila euro, che deriva essenzialmente dalla gestione di alcune sorgenti. 
“Stiamo andando verso una semplificazione del quadro partecipate - commenta Enrico Maria Contardo - e per quanto riguarda Palazzo dei Priori, superato il Siit, continueremo ad avere solamente Francigena e Talete”.