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Viterbo, marito violento condannato a risarcire l'associazione che ha aiutato la moglie

Daniela Venanzi
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E’ stata una vittoria importante, dal punto di vista culturale e sociale, quella messa a segno dall’associazione Battiti, che dal 2016 gestisce il centro anti violenza di Vetralla. Un uomo di 42 anni residente nella provincia di Viterbo, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti della moglie e dei due figli, entrambi minori, è stato condannato alla pena di due anni e 4 mesi di reclusione e al risarcimento dei danni anche in favore dell’associazione Battiti, costituitasi parte civile. 

 


Giulia Ragonese, ex consigliere comunale di Vetralla con delega alle pari opportunità, da poco dimessasi, ha mantenuto la promessa, continuando ad occuparsi, fuori dal consiglio comunale, del centro anti violenza.  “Il centro - spiega Ragonese - nasce nel 2016 e ha trattato ben 40 casi di maltrattamenti familiari. Donne che si sono rivolte a noi perché sottoposte a violenza psicologica, stalking, stupri. Insomma, copriamo e combattiamo ogni forma di abuso che riguardi l’universo femminile. Mi occupo da 14 anni del settore. E Vetralla ha tutte le ragioni per cominciare ad essere considerato un vero e proprio punto di riferimento. Il caso di cui abbiamo parlato è soltanto il primo giunto al termine, per la formula del rito abbreviato, ma per le mani ne stiamo gestendo altri quattro importanti, già avviati e ad oggi in corso. Insomma, qualcosa si sta muovendo nel senso giusto, e questa è una iniezioni di fiducia per chi ancora non sa decidersi a denunciare, sopportando in modo passivo ogni torto fisico e psicologico. Tra l’altro - conclude Ragonese - tutto questo è in forma di volontariato da parte di tutti noi. Ed è a disposizione di qualunque donna si rivolga al nostro centro un ufficio legale completamente gratuito, così come colloqui, e consulenze anche psicologiche”. 
Anche Stefania Giommi, la presidente di Battiti, esprime grande soddisfazione per questo primo successo, che grazie alle due avvocate Arianna Dilio e Maria Grazia Carnevale è giunto alla conclusione con questa condanna.  “I casi di violenza di genere e i femminicidi - sostiene Giommi - sono purtroppo in costante aumento. La situazione si è aggravata a causa del lockdown imposto dalla pandemia: per questo motivo la costituzione come parte civile in un processo di associazioni che, come la nostra, gestiscono un centro anti violenza, assume un importante significato culturale: saper riconoscere la violenza nelle relazioni uomo-donna è il primo passo per combatterla anche e soprattutto nelle aule di tribunale. Spesso le vittime - spiega ancora la presidente - subiscono in silenzio per anni, per l’isolamento a cui porta la stessa situazione di violenza, per vergogna, per paura o per mancanza di consapevolezza”. 

 

 

Il centro anti violenza Battiti di Vetralla si trova in piazza del Comune ed è attivo 24 ore su 24 in vicolo San Giuseppe. Il numero di telefono da comporre è 377-3499013. L’invito da parte dell’associazione è quello di non continuare a restare nel silenzio, a isolarsi, a credere a volte anche di meritare quello che capita sotto forma di maltrattamento. Non sempre la strada è così in salita, o senza via di uscita e la mano tesa di chi è in grado, grazie alla sua formazione e competenza, di saper ascoltare e se necessario agire, può essere determinante in un cambio di vita a cui non ci si può sottrarre, per dignità e per diritto alla felicità.