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Viterbo, altri due boati a Orte. Torna la paura tra la popolazione

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Sergio Nasetti
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I misteriosi boati provenienti dal sottosuolo di Orte proseguono ormai con una cadenza quasi settimanale. Dopo quelli nella domenica di Pasqua, nel pomeriggio di martedì scorso altri due violenti boati sono stati avvertiti dalla popolazione: uno nel centro storico nel primo pomeriggio, intorno alle ore 15, e l’altro poco prima delle 17 nella zona di San Michele, vicino alle sorgenti termali. Secondo le testimonianze dei cittadini, si tratterebbe di quelli più forti che sono stati avvertiti fino a questo momento e sarebbero stati percepiti anche a molta distanza, addirittura fino ad alcuni comuni limitrofi dell’area della Teverina.

 

 

Le onde propagate, come al solito, hanno generato anche in questo caso un effetto terremoto con tremolii di suppellettili, mobili e lampadari. Anche questa volta, per fortuna, non sono stati riscontrati danni a cose o persone, ma la paura è stata tanta tra i residenti nelle due zone del territorio ortano.
Il geologo Adriano Bonifazi, incaricato dal Comune di monitorare la situazione, ha avvisato immediatamente i tecnici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che da settimane stanno effettuando dei rilevamenti e delle analisi ipogee, anche con l’ausilio di un georadar, strumento utilizzato proprio per indagare strutture nascoste e cavità sotterranee. Si tratta di un sistema di indagine geofisica idoneo alle basse profondità del sottosuolo che si basa sulla generazione di onde elettromagnetiche a bassa frequenza, per una maggiore penetrazione, oppure, ad alta frequenza, per una migliore risoluzione e qualità dell'immagine radar. 

 

Anche l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sta collaborando per individuare le cause ancora sconosciute dei fenomeni. In attesa dei dati raccolti nei rilevamenti effettuati dai tecnici nelle scorse settimane, non essendo stati ancora resi noti, l’ipotesi più accreditata finora è quella che si tratti di boati dovuti a probabili pressioni idrauliche provocate dalle attività termali
L’unica cosa certa è che non si tratta di piccoli terremoti, la rete sismica nazionale dell’Ingv infatti non ha mai rilevato eventi sismici in corrispondenza alle date in cui si sono verificati questi fenomeni.