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Distretto ceramico di Civita Castellana, accordo tra Cgil e Federlazio sulla flessibilità del lavoro

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Filctem Cgil di Roma e Lazio e Federlazio hanno siglato il protocollo quadro sulla formazione e il patto generazionale per il distretto della ceramica di Civita Castellana. “Flessibilità, produttività e occupabilità sono i punti cardine dell’accordo”, spiega in una nota Alessandro Borioni, segretario generale della Filctem Cgil regionale. Il rilancio del distretto di Civita passa anche per le intese tra sindacato e imprese. Il settore della ceramica e in particolare il distretto falisco rappresentano un polo di eccellenza nel Lazio. Le parti dovranno ora attivarsi con la Regione per attuare il ‘Patto tra generazioni’ e promuovere i contenuti di questo accordo. Il protocollo sulle politiche attive, sottoscritto il 4 marzo scorso tra Regione e organizzazioni sindacali, permette alle aziende di avviare percorsi che sostengano la formazione e il ricambio generazionale.

 

 

“Il settore della ceramica necessita di soluzioni strutturali e innovative, atte a promuovere la flessibilità del lavoro, a potenziare la produzione, a favorire l’occupabilità e il ricambio generazionale - afferma Mauro Vaccarotti, segretario generale della Filctem Cgil Civitavecchia Roma Nord Viterbo -. Il settore è caratterizzato da un’elevata attività manifatturiera, il processo produttivo è ad alta intensità di lavoro e necessita di un costante inserimento di nuove maestranze senza dimenticare che i processi di lavorazione che richiedono alta manualità e impegno fisico rappresentano un elemento di criticità per molti dei lavoratori più anziani. In un contesto difficile, il settore evidenzia vitalità. Emerge pertanto - conclude Vaccarotti - la necessità di individuare strumenti di flessibilità in grado di rispondere a tutte le esigenze di specializzazione professionale senza dimenticare la ricerca di soluzioni per favorire processi innovativi e produttivi che si riflettano sull’occupazione”.

 

Insomma un accordo che ha l'obiettivo di puntare insieme, imprese e lavoratori, all'ulteriore sviluppo del distretto ceramico di Coivita Castellana giudicato da tutti cruciale per le sorti dell'economia della Tuscia.