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Viterbo, auto con la pubblicità. L'arbitro bancario stabilisce la parziale risoluzione dei finanziamenti: 150 vittime nella Tuscia

Massimiliano Conti 
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La sentenza, emessa dall'Arbitro bancario finanziario (Abf), è del 5 marzo scorso e apre uno spiraglio per i 150 viterbesi rimasti vittime del wrapping, o carvertising, la pratica, molto in voga negli Usa ma illegale in Italia, che consente - o meglio consentiva - di pagarsi le rate d'acquisto della propria macchina facendola diventare un mezzo pubblicitario attraverso dei banner applicati sulla carrozzeria. L'Abf ha infatti stabilito la parziale risoluzione del contratto di prestito che un automobilista aveva sottoscritto con una finanziaria, la Findomestic Banca spa, per il pagamento sia dell'automobile che per l'acquisto dell'accessorio wrapping (le pellicole pubblicitarie da applicare sulle fiancate del mezzo), nell'illusione che la società proponente, la Vantage Group srl, rimborsasse il tutto in rate mensili. Per la cronaca nel novembre del 2019 il responsabile della Vg è stato arrestato per evasione fiscale, truffa e riciclaggio. Negli anni scorsi oltre un centinaio di viterbesi si erano rivolti alla Confconsumatori denunciando come la società avesse smesso di pagare loro il contributo mensile pattuito. Inoltre, gli automobilisti avevano scoperto, sulle proprie tasche, che a differenza che negli Usa la pubblicità sulle auto in Italia è tassativamente vietata dall'articolo 23 del codice della strada. E le multe per chi non rispetta la legge sono salate: dai 380 ai 1.620 euro. 

 


 

"Le proposte di queste società erano molto allettanti, ma chi è incappato nel raggiro è stato spesso anche multato dai vigili urbani", spiega Antonio Nobili, presidente della Confconsumatori di Viterbo, che ora, alla luce del pronunciamento dell'Abf, sta già preparando decine di ricorsi per i suoi assistiti. 

 


Questi – spiega Nobili - si erano visti proporre dalla società No Cost della Vantage Group srl l’opportunità di diventare loro clienti e rappresentanti attraverso un contratto che, per la durata di 60 mesi, prevedeva l’applicazione sulla propria vettura di pubblicità sia aziendale che per conto terzi”. Per il cliente c'era anche l'impegno a scattare 8 foto settimanali da pubblicare sul proprio profilo Facebook. Tutto ciò a fronte di un contributo a titolo di rata della finanziaria dovuta per l’acquisto del veicolo, e di un ulteriore rimborso per carburante ed Rc auto, per una somma di circa 400 euro mensili. Ma il cliente, oltre a sottoscrivere il prestito per l'auto con una società finanziaria indicata dalla stessa Vantage Group, all'inizio, come detto, doveva acquistare anche il wrapping, al costo di 5.500 euro. Una somma che faceva lievitare l'importo del finanziamento. L'automobilista che ha presentato ricorso, poiché il contratto con la società Vg era stato risolto per inadempimento delle obbligazioni assunte, chiedeva all’intermediario finanziario una riduzione proprio dell’importo finanziato di 5.500 euro per il costo del “wrapping”. L'Abf gli ha dato ragione.