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Viterbo, terme. "Via le opere abusive dal Bagnaccio". Ordinanza del Comune

Alessio De Parri
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Il Comune ha ordinato la demolizione delle opere ritenute abusive nell’area del Parco termale del Bagnaccio. Camminamenti, pedane, una vasca, due ponticelli e altre strutture dovranno essere distrutte entro l’inizio di maggio, quando scadranno i tre mesi concessi da Palazzo dei Priori ai soci che gestiscono le terme “per il ripristino dello stato dei luoghi”.
Infatti l’ordinanza di demolizione, la n. 48, firmata dal dirigente all’Urbanistica, l’architetto Massimo Gai, è stata notificata il 4 febbraio scorso e inviata per conoscenza anche a procura, Regione e ministero per i Beni culturali. Nel frattempo, però, i rappresentanti dell’associazione hanno impugnato l’atto chiedendone la sospensiva al Tar del Lazio. Il Tribunale amministrativo regionale dovrebbe pronunciarsi in merito nel giro di un paio di settimane, quasi sicuramente entro la scadenza dei termini. In caso di inottemperanza sarà il Comune a procedere alla demolizione delle strutture che sono state valutate abusive, “applicando inoltre una multa da un minimo di 2 mila ad un massimo di 20 mila euro, in relazione dell’entità dell’opera”.

 


“Le opere ricadono in una zona agricola vincolata all’interno del perimetro del vincolo archeologico - si legge ancora nell’ordinanza -, in aree peraltro già sottoposte a vincolo paesaggistico”. L’ordinanza di Palazzo dei Priori è stata notificata in seguito alla relazione del personale tecnico redatta dopo il sopralluogo al Bagnaccio del 14 gennaio scorso, effettuato insieme ai vigili urbani.

 

“Da questo sopralluogo, le cui risultanze sono riportate nella relazione del 2 febbraio - riporta l’ordinanza -, è emerso che sono state eseguite opere in assenza di idonei titoli abilitativi”. “Il problema c’è e non è stato ancora risolto - commenta l’assessore all’Urbanistica, Claudio Ubertini -. Il Bagnaccio sorge su una zona agricola dove per legge non possono essere realizzate alcune di quelle strutture. invece presenti, che hanno trasformato negli anni le terme in un parco, con tanto di ufficio, magazzino e così via. Come se ne può uscire? Innanzitutto attendiamo il parere del Tar, che a breve dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva presentata dall’associazione, ma nel frattempo, come amministrazione, ci stiamo già muovendo nell’ambito di un progetto, che interessa tutte le sorgente termali, per procedere ad un cambio di destinazione, da agricola a urbanistica, che di fatto consentirà in futuro di regolarizzare queste opere. I tempi però sono lunghi, stiamo facendo il censimento delle aree interessate, tra cui il Bagnaccio. La partita è aperta. Intanto, però, non potevamo muoverci diversamente nei confronti dell’associazione. Le regole vanno rispettate”.