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Viterbo, la rabbia dei braccianti agricoli: "Noi esclusi dai ristori"

Alessio De Parri
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Nella Tuscia sono 7.600 i lavoratori stagionali dell’agricoltura - il 38% sono stranieri - dimenticati dal decreto Sostegni. A loro, infatti, il governo Draghi non ha concesso alcun tipo di ristoro per affrontare la crisi economica scoppiata con la pandemia.

 


Così sabato mattina decine di braccianti di Viterbo e provincia sono scesi in piazza, di fronte al palazzo della Prefettura, per esprimere tutto il loro dissenso, spalleggiati dai sindacalisti provinciali di Flai Cigl, Marco Nati e Massimiliano Venanzi, della Fai Cisl, Sara De Luca, e dai segretari della Fai Lazio, Claudio Tomarelli, della Cisl Viterbo, Fortunato Mannino, e della Uila, Antonio Biagioli. “La decisione di non concedere i ristori ai lavoratori stagionali dell’agricoltura è paradossale - commenta proprio il rappresentante della Uila Biagioli -. Il sostegno economico, infatti, viene garantito solo ad alcune tipologie di lavoratori stagionali e non invece a chi, come quelli del settore agricolo, sono stagionali per natura. Stiamo parlando di persone che durante l’emergenza sanitaria con la loro attività hanno permesso di portare ogni giorno il cibo sulla tavola degli italiani, mettendo a repentaglio in primis la propria salute. La maggior parte sono braccianti stranieri, che oltretutto vivendo in comunità ristrette rischiano ancora di più di essere contagiati e di diffondere il virus”.

 

Il segretario provinciale della Uila chiede anche la concessione dei ristori ad altre categorie del settore, come agriturismi e florovivaisti, “che in questi ultimi mesi sono stati completamente fermi a causa del virus e che il Governo nonostante ciò non ha coinvolto nella politica di sostegno economico”. No deciso anche all’ipotesi di reintrodurre i voucher in agricoltura. “Sarebbe un errore gravissimo - prosegue Antonio Biagioli -, e riporterebbe i lavoratori a non avere alcun diritto come ferie, giorni di malattia e maturazione dei contributi per la pensione”. Al termine della protesta di sabato i lavoratori stagionali non sono stati ricevuti dal prefetto Giovanni Bruno, “ma l’augurio - conclude Biagioli - è che nelle prossime settimane la nostra protesta possa convincere il governo a fare un passo indietro, altrimenti si rischia di alimentare una tensione sociale che ha già raggiunto i livelli di guardia”.