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Viterbo, costrinse la moglie a fare sesso con altri uomini. Ottantenne di Vetralla a processo

Alessandro Quami
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Costretta a fare sesso con altri uomini insieme al marito, ma in aula uno degli amici dell'ex coniuge smentisce la versione della presunta vittima. Il 6 aprile scorso, davanti al collegio dei giudici penali del tribunale di Viterbo, c'è stata l'ennesima udienza di un procedimento che vede come imputato un ultraottantenne residente a Vetralla ma di origini del meridione. I reati contestati risalgono a molti anni fa, e si sarebbero protratti fino al 2014. Nel 2012, la persona offesa, la ex moglie dell'uomo, aveva trovato il coraggio di separarsi dal marito e di denunciare quello che lei ha sempre considerato un calvario: anni di molestie e maltrattamenti perpetrati contro la donna dall'ormai ex coniuge, molto più grande di lei, con un passato da terrorista e 14 anni di carcere già scontati.

Ai carabinieri la donna parlò, tra le altre cose, di continui abusi sessuali da parte del marito e di altri uomini, con cui sarebbe stata costretta ad avere rapporti. Per la precisione, il pm Renzo Petroselli (da qualche anno non più in forza alla procura di Viterbo), parlava di questi capi di imputazione: per diversi anni e fino al luglio 2013, l'uomo avrebbe maltrattato la moglie minacciandola e percuotendola per motivi futili, limitandola nelle relazioni lavorative e sociali, imponendone rapporti sessuali non voluti e pretesi anche in presenza di cattive condizioni fisiche della donna, inducendola a subire atti sessuali anche unitamente ad altri uomini, così mantenendola, nel corso di numerosi anni, in un regime di vita umiliante e doloroso; dal maggio al settembre 2013, l'uomo avrebbe offeso l'onore e il decoro e minacciato un ingiusto danno alla moglie insultandola, e le avrebbe cagionato lesioni personali mediante percosse; fino al marzo 2014, l'imputato avrebbe pedinato la moglie separata con intrusioni nella vita privata della donna, costringendola ad alterare le abitudini di vita come cambiare abitazione, rinunciare ad attività ricreative e a rimanere chiusa in casa.

 

 

Dal lato della difesa dell'anziano, ci sta un dubbio: perché mai la pubblica accusa non ha mai chiesto la testimonianza degli amici o conoscenti del marito, che insieme a lui avrebbero partecipato ai rapporti sessuali di cui ai capi di imputazione? Come spiega Giuseppe Picchiarelli, l'avvocato difensore dell'imputato, ormai 83enne, “nell'udienza del 6 aprile scorso, davanti al collegio, ha testimoniato uno degli uomini che, secondo l'accusa, avrebbe partecipato ai rapporti sessuali con la donna in compagnia del marito. Rapporti sessuali per i quali ci sarebbe stato l'obbligo del marito contro la volontà della donna. Ebbene, questo testimone ha smentito le accuse della donna: l'uomo ha detto di non avere mai avuto rapporti sessuali con lei”. I giudici hanno aggiornato il processo al prossimo 8 giugno, quando ci sarà la discussione finale.