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Viterbo, connessioni lente. Dad difficile in quaranta comuni della Tuscia

Massimiliano Conti
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In 47 comuni della Tuscia su 60 non c’è sufficiente banda per permettere agli studenti di seguire bene le lezioni da casa. A pochi giorni del ritorno alla didattica a distanza dei ragazzi delle superiori (martedì scorso) dopo le vacanze pasquali, è quanto emerge da un’indagine Infodata del Sole 24 Ore che, partendo dai dati dell’Agcom sulla velocità delle connessioni nei comuni italiani, ha elaborato una mappa aggiornata del digital divide. E per la provincia di Viterbo come al solito sono dolori.  Soltanto nei centri più grandi, come Viterbo, Civita Castellana, Tarquinia, Montefiascone, Vetralla e pochi altri, dove la fibra è già arrivata e si è diffusa, la didattica a distanza e più in generale lo smart working possono essere svolti senza grossi problemi.

 

Il primo parametro utilizzato per stilare la mappa è la velocità media di download. Successivamente si è andati a verificare di quanta banda ha bisogno l’applicazione più utilizzata nelle scuole per le video lezioni, ovvero Google Meet. Per ogni partecipante a una riunione su questa piattaforma occorrono 3,2 megabit al secondo. Gli studenti connessi a una video lezione non sono mediamente meno di 15, a cui si aggiungono il docente della materia e l’eventuale insegnante di sostegno. Ciò significa che occorrono circa 50 megabit al secondo per consentire una didattica a distanza efficace, senza disconnessioni continue, voci a singhiozzo e webcam che si spengono. Il che toglierebbe anche qualsiasi alibi agli studenti, che dalla scorsa primavera hanno ormai imparato ad evitare interrogazioni o saltare lezioni nascondendosi dietro i problemi di linea. “Prof ho crashato”, “prof mi lagga”, sono espressioni che ormai conoscono bene anche i docenti più attempati o meno pratici in fatto di tecnologia. 

 

Ma torniamo ai numeri e alla mappa di Infodata. I comuni colorati dove la banda è insufficiente a gestire più videocall contemporaneamente, sono, come detto, poco meno della metà: si va da Bassano Romano (29,8 megabit al secondo) a Blera (38,8), da Soriano nel Cimino (30,9) a Sutri (35,6). Tra i comuni con linee lente troviamo anche Ronciglione (36,3 megabit al secondo) e Acquapendente (42,5): entrambi ospitano importanti scuole superiori, che dallo scorso martedì sono tornate, almeno per il 50%, alla didattica a distanza. Le zone della provincia maggiormente affette da divario digitale sono quella settentrionale, quella a est ai confini con l’Umbria, un’ampia fetta dei Cimini e la Bassa Tuscia, mentre il litorale, la Maremma e la fascia centrale che comprende Montefiascone, Viterbo e Vetralla sono ben coperte dalla banda larga. Il capoluogo in particolare può contare su una velocità massima in download di 357 megabit al secondo, la più alta della provincia. Internet è abbastanza veloce anche a Corchiano (230 megabit), a Vetralla (218), a Bolsena (202) e a Nepi (204). Nella cittadina delle acque minerali, stando a quanto segnalano docenti e alunni, la banda tuttavia sembra essere larga più in teoria che in pratica.