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Viterbo, l'amministratore di Talete Salvatore Genova gela i sindaci: "Serve un socio privato per salvare la società"

Massimiliano Conti
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Un socio privato per salvare Talete. Il nuovo amministratore unico dell’azienda idrica, Salvatore Genova, venerdì, nella prima assemblea dei soci dopo la sua nomina, ha messo di fatto i sindaci con le spalle al muro. Per mantenere in piedi il carrozzone ci sono solo due soluzioni: o i soldi che mancano ce li mettono i comuni, con un aumento di capitale, oppure ce li mette un partner da trovare sul mercato. Terzium non datur, a meno che non si vogliano aumentare ancora le tariffe o licenziare il personale, come sottolinea il principale socio di Talete, il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, al quale Genova ha fatto “una buonissima impressione”. Meno buona è stata l’impressione ricavata da quei sindaci e amministratori, come la consigliera dem Luisa Ciambella, che vedono l’ingresso dei privati nella gestione dell’acqua come il fumo negli occhi. Ma tant’è. La strada della privatizzazione, che già l’ex presidente Salvatore Parlato aveva provato a percorrere con Acea, prima di sbattere contro il muro della sindaca di Roma Virginia Raggi (azionista di maggioranza della multiutility capitolina) e del M5S, sembra ormai segnata

 


Genova, nel suo primo incontro con i soci (mai così numerosi), ha anche promesso in tempi brevi di procedere con la nuova due diligence, o quantomeno con l’aggiornamento di quella voluta nel 2015 dall’allora presidente Stefano Bonori, come da ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Viterbo nei mesi scorsi e da richiesta dello stesso sindaco Arena.
L’amministratore ha insistito sul problema dell’evasione (28 i milioni da incassare allo stato attuale), quattro volte più alta della media italiana, e farà avere ai sindaci che l’hanno chiesta, come quello di Viterbo e quello di Tarquinia, la lista dei morosi. Ha poi definito “spiacevole” l'episodio della pubblicazione delle liste da parte di un giornale on line, in violazione della privacy, con conseguente gogna mediatica per il senatore leghista Umberto Fusco. “Abbiamo chiesto la lista anche per intervenire come comuni laddove ci siano situazioni di difficoltà economiche - spiega Arena - perché non è possibile che Talete intervenga in maniera forzosa staccando il contatore a delle famiglie”.

 


Sui costi, il nuovo amministratore ha promesso una razionalizzazione, iniziando dagli incarichi professionali e dalle prestazioni di lavoro interinale. “L'ingresso dei privati - puntualizza il sindaco di Viterbo - al momento è solo un’ipotesi”. Rispetto alla quale c’è già odore di rivolta: “Vogliono privatizzare l’acqua in aperta violazione con quanto previsto da una legge regionale e in contrasto con il referendum nazionale con il quale gli italiani hanno votato per l’acqua pubblica: l'acqua bene di tutti - attacca Luisa Ciambella -. Tutto ciò è gravissimo. Si parlerebbe già di procedure. E’ urgente a questo punto che Arena venga a riferire in Consiglio comunale. Non può passare una cosa del genere”.