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Viterbo, superbonus 110% frenato dagli abusi edilizi. Partito il primo intervento in un condominio al Pilastro

Daniela Venanzi
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E’ la prima bandierina dei lavori ecobonus, il famoso 110%, su Viterbo. A metterla, con tanto di giusto orgoglio, uno studio associato, quello di Enrico Fonti, 46 anni, e Andrea Chiappini, 53. Lo stabile di tipo civile condominiale e consumato dal tempo e dall’usura, si trova nel quartiere del Pilastro in via Cristofori. L’impronta, oltre alla riqualificazione energetica dalla quale si deve partire, e che i due architetti hanno voluto dare, è quella della modernità. Muoversi tra i mille rivoli degli obblighi amministrativi e degli adempimenti tecnici, però, non è stata cosa da niente. Anzi, sono tanti, tra i proprietari di case e appartamenti di Viterbo, partiti in un primo momento a razzo, che hanno poi dovuto tirare il freno. “E’ vero - spiega l’architetto Enrico Fonti - stiamo visionando circa 180 richieste, la maggior parte su Viterbo, una ventina quelle che stiamo gestendo al momento con l’effettiva partenza dei lavori, per una cifra ad oggi di cinque milioni. Di queste richieste il 60% sono condomini e il 40% villette unifamiliari. Il problema maggiore si riscontra nelle ultime. L’intoppo più frequente è costituito dagli abusi edilizi. A volte si tratta di tettoie fatte nel tempo e di cui consapevolmente il proprietario era a conoscenza, altre volte sono abusi più gravi che pesano e superano quel 2% tollerato dall’ecobonus al 110% per poter effettuare i lavori. Negli anni 70 e 80 - spiega ancora Fonti - spesso il muratore faceva come voleva, mi riferisco all’apertura di muri portanti, concessioni edilizie mancanti, le altezze in gronda. Storture di cui al momento dell’atto notarile neanche ci si accorge perché ci si basa sui dati catastali. E quindi su un 100% di richieste di villette, il 90% è da scartare”.

 


 

I condomini invece sono stati più ligi?
“Certo - chiarisce Andrea Chiappini - in questo caso si trovano molti meno intoppi. C’è stato, essendo condomini, una attenzione maggiore a non infrangere i dettami e le regole che per legge andavano osservati”. 
Cos’altro vi ha ostacolato in questa gestione dell’ecobonus che tutti i proprietari vorrebbero adottare e portare a termine e che stenta a prendere il volo?
“Essendo molte richieste e avendo bisogno di fare accesso agli atti, un rallentamento lo abbiamo riscontrato negli uffici comunali, che essendo sovraccarichi di lavoro faticano a stare dietro a tutte le istanze, allungando così i tempi”. 
Voi siete due architetti, con studio a Viterbo, ma i professionisti coinvolti nell’ecobonus sono davvero tanti. Si parla di cappotto e quindi di imprese edili, di elettricisti, di idraulici, di geometri, di certificazioni, di fornitori, come vi siete organizzati?
“Abbiamo unito le forze - continua Chiappini - il mio studio con i miei collaboratori e lo studio di Enrico con i suoi. Ci siamo associati. Tutta gente professionale, con una solida esperienza alle spalle e di comprovato valore. Una ventina di professionisti del settore che, non dimentichiamolo, finalmente hanno avuto la possibilità di ripartire dopo la lunga crisi legata al periodo Covid. Un ritorno alla vita e al lavoro che sta facendo bene a tutti”.

 


 

Tornando a questo primo condominio nella zona del Pilastro, quali interventi sono stati predisposti e sono in fase di ultimazione?
“Si tratta - sottolinea Enrico Fonti - di isolamento dell’involucro mediante cappotto in Eps, sostituzione degli infissi e delle tapparelle, sostituzione delle caldaie con quelle di ultima generazione, della installazione di collettori solari per produzione di acqua calda, dell’installazione di impianto fotovoltaico con accumulatori e della ventilazione meccanica controllata”. 
Importo dei lavori?
“Seicento mila euro”.
E quanto hanno tirato fuori di tasca propria i condòmini?
“Zero”.
Allora funziona il sistema se si riesce a trovare la giusta squadra?
“Certo che funziona, basta muoversi nei tempi, nei modi giusti e con le persone giuste”. 
Oltre Viterbo da dove arrivano le richieste?
“Da tutta la provincia, ma anche dalla Toscana, dall’Umbria e dal Lazio”.

Cosa vi ha gratificato di più di questo progetto al di là del naturale guadagno da professionisti?
“Guardi, intanto a gratificarci è già la felicità della gente che abita in quel condominio, si troveranno a vivere in un ambiente dove prima passava l’aria dalle fessure delle finestre vecchie, dove la qualità della vita risulterà migliorata anche dal punto di vista del risparmio, e questo è già tanto. Se poi ci aggiungiamo che nella vita il bello ha una sua funzionalità, un suo valore oggettivo e che fa la differenza, questo è ciò che ci inorgoglisce di più. Rendere quello stabile non solo decoroso ed efficiente ma anche esteticamente gradevole inciderà sul quotidiano di tutti, così quanto il risparmio energetico. E pensare che siamo stati proprio noi a farlo, in termini di soddisfazione non ha uguali. E’ la nostra impronta che rimane su Viterbo”.