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Orte, sfiduciato il sindaco. Cade l'amministrazione guidata da Angelo Giuliani

Sergio Nasetti
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Orte, il Consiglio comunale ha sfiduciato il sindaco Angelo Giuliani con 7 voti su 13 presenti. La mozione di sfiducia era stata presentata da 5 consiglieri dell’opposizione: Roberta Savoia e Dino Primieri di Idee Chiare, Antonella Claudiani e Angelo Ciocchetti di Anima Orte e dall’esponente del gruppo misto Ida Maria Stella Fuselli, ex assessore alla pubblica istruzione e ambiente. Fatali per l’ormai ex primo cittadino i voti favorevoli alla sfiducia dell’ex assessore Diego Bacchiocchi di Fratelli d’Italia e del presidente del Consiglio comunale Marco Tofone, in quota Lega. Il prossimo passo, in attesa delle elezioni amministrative d’autunno, sarà l’arrivo di un commissario prefettizio. 

 

La mozione sollevava problemi di gestione amministrativa e inadempienze di natura giuridica e politica. Il primo cittadino, secondo le valutazioni dei 5 consiglieri, ma che sono state poi condivise dagli altri due consiglieri fuoriusciti dalla stessa maggioranza che appoggiava Giuliani, avrebbe disatteso il programma elettorale e l’accordo che aveva dato origine alla sua candidatura. Nella seduta, protrattasi per oltre due ore, con momenti anche di forte tensione, hanno parlato gli esponenti di tutti i gruppi rappresentati e sono stati interventi in linea con le aspettative: le opposizioni hanno puntato il dito contro l’operato della giunta, snocciolando una raffica di problematiche irrisolte.  I consiglieri di maggioranza si sono schierati a spada tratta a fianco del primo cittadino.

 

Dopo il lungo atto d’accusa delle opposizioni e la difesa della maggioranza, che ha contestato la scelta di presentare una mozione di sfiducia in piena pandemia, ha preso la parola il sindaco, che ha tentato di rispondere punto per punto alle contestazioni. Nel suo intervento, Giuliani, a tratti visibilmente commosso, ha provato a far cambiare idea chi lo voleva far cadere, richiamando al senso di responsabilità gli oppositori per scongiurare soprattutto il commissariamento. Ma l’iniziativa non andata in porto. 
“E’ una sconfitta per un’intera comunità – ha detto Giuliani -. Esco a testa alta, consapevole di aver lavorato con amore, grande impegno e passione per la mia città. Non mi rimprovero nulla di ciò che ho fatto. Io me ne torno al mio mestiere di avvocato, ma la politica qui dovrà assumersi le sue responsabilità: quella di dire alla gente che un sindaco che fa niente di più che il suo dovere viene cacciato a pochi mesi dalla fine del suo mandato”.