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Viterbo, entra nudo nella camera della vicina e la violenta. Muratore a processo

Valeria Terranova
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Piomba nella camera da letto della vicina di casa e la violenta. E’ finito davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, con l’accusa di violenza sessuale, un muratore che la sera del 28 luglio del 2018 in un paese della provincia si introdusse nell’appartamento adiacente, al primo piano, scavalcando dal proprio balcone. L’uomo sorprese la donna che cercò in tutti i modi di divincolarsi dall’aggressore.

"In tarda serata, durante il servizio di pattuglia, io e un mio collega su segnalazione della centrale operativa ci dirigemmo verso l’abitazione dove avvenne il fatto. Fu il marito della signora a dare l’allarme e una volta arrivati sul posto ci disse che la moglie aveva subito una violenza sessuale - ha riferito  in aula un brigadiere dei carabinieri che prese parte all’intervento, ascoltato nel corso dell’udienza celebrata a porte chiuse -. In quel momento alla presenza di uno dei figli, l’uomo ci raccontò che intorno alle 22.30 il vicino, completamente nudo, era riuscito a irrompere nella loro camera da letto gettandosi addosso alla donna”. Il presunto assalitore, stando a quanto riferito dal militare, era ancora nei paraggi quando venne e fermato. “L’uomo era accanto al portone principale del palazzo, uno stabile di due piani e suddiviso in diversi appartamenti, e indossava solo dei pantaloncini neri. Quando ci avvicinammo per identificarlo lo trovammo in stato confusionale, parlava in maniera sconnessa e presentava un alito vinoso - ha spiegato il militare -, ma negò tutto. Notammo però che aveva alcuni graffi sulla schiena e su un braccio, indizi che ci fecero dedurre che la signora tentò di difendersi per sottrarsi all’aggressione, ma a tal proposito il manovale ci disse che quelle abrasioni se le era procurate in altro modo. Subito dopo arrivò l’ambulanza. I sanitari del 118 visitarono la vittima e l’uomo che in seguito scortammo in caserma”.

 

Dagli accertamenti eseguiti successivamente dai carabinieri emerse che la moglie dell’imputato quella notte non era in casa in quanto ricoverata in un ospedale romano e che l’uomo si era impossessato anche della chiave della porta dei vicini tentando più volte di entrare nella loro abitazione. Il processo si concluderà con la sentenza il 6 ottobre.