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Viterbo, sindaco in bilico a Orte. Si discute la mozione di sfiducia ad Angelo Giuliani

Sergio Nasetti
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L’ora della verità, tanto attesa, sta per arrivare. La mozione di sfiducia al primo cittadino, che potrebbe decretare la fine dell’esperienza da sindaco di Orte di Angelo Giuliani con alcuni mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale, approda oggi alle 15 in Consiglio comunale. E per essere approvata bastano 7 voti favorevoli su 13. Come si ricorderà, la mozione, che viene votata a distanza di un mese dalla sua presentazione, porta le firme di cinque consiglieri comunali di opposizione: Savoia, Primieri, Claudiani, Ciocchetti e Fuselli. Tutti e cinque voteranno in aula compatti.  Ma a decidere le sorti amministrative di Giuliani saranno però Diego Bacchiocchi e Marco Tofone. Se entrambi gli ex esponenti della maggioranza voteranno sì alla sfiducia, Giuliani cadrà. Basterà però che solo uno dei due decida di astenersi per permettere al sindaco di restare in sella.

 


Ieri negli ambienti politici viterbese la caduta del Comune di Orte veniva data pressoché per certa anche se in politica tutto è possibile, compreso qualche colpo di scena dell’ultimo minuto.  Il sindaco ha invitato più volte i consiglieri a un atto di responsabilità, soprattutto in considerazione del momento delicato che la città sta attraversando a causa della pandemia: “E’ una mozione squisitamente politica, che, però - dice Giuliani - finirebbe per consegnare per sei mesi a un commissario il governo della città. Non è di certo questo il momento. Occorre invece fare tutti gli sforzi per superare i contrasti e mantenere un’amministrazione stabile ed efficace, che possa lavorare e trovare soluzioni ai problemi degli ortani”. I consiglieri di minoranza, da parte loro, avevano parlato di sfiducia sia politica che amministrativa. “Non era più possibile assistere ulteriormente e passivamente a delle situazioni senza apparire inadempienti e complici di fronte alla collettività”.

 


Dal punto di vista amministrativo, nel mirino della minoranza ci sono in primis “l’uso non giustificato e non plausibilmente motivato di ordinanze urgenti, recentemente adottate dal sindaco, al fine di realizzare alcuni lavori pubblici, malgrado l’assenza della necessaria copertura economica”.  Quindi “l’accensione di mutui per colmare lacune e inadempienze amministrative e il recente atto di indirizzo della giunta municipale per l’estensione di un mutuo precedentemente contratto, per il raggiungimento di un accordo bonario i cui presupposti violano le vigenti norme sul codice degli appalti”. Infine, “azioni amministrative di dubbia legittimità, senza per questo aver mai ricevuto riscontri chiari ed esaustivi”. L'ordine dei lavori della seduta prevede la lettura del documento di sfiducia, gli interventi dell’opposizione e poi quelli dei gruppi di maggioranza.  Successivamente verrà data la parola al sindaco Giuliani e, infine, la votazione finale in maniera palese per appello nominale.