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Viterbo, riaprono le scuole. Ma niente tamponi rapidi agli studenti

Massimiliano Conti
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Altro che screening di massa: nel giorno della riapertura delle scuole, dei tamponi a tappeto promessi dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e dal commissario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo non si parla più. Nemmeno l’ombra pure dei dati aggiornati sui contagi negli istituti, che restano un mistero esattamente come ai tempi dell’ex ministra Azzolina.  Alla Asl di Viterbo nulla sanno del piano a cui stavano lavorando Bianchi e il suo consulente Agostino Miozzo, quello che da coordinatore del Cts avallò tutte le scelte della Azzolina fondate sulla verità, rivelata e mai suffragata dai numeri, delle “scuole luoghi più sicure del pianeta”. Il piano prevedeva - in base agli annunci - test rapidi al rientro dalla vacanze e poi con cadenza settimanale per tutti gli studenti e alunni, bambini di nidi e materne comprese. Per il momento tutto sembra congelato e non si è capito nemmeno chi debba gestire questa fantomatica operazione di screening scolastico. A questo punto non le Asl, al quale nel Lazio è invece affidata la campagna #ScuolaSicura avviata nei mesi scorsi dalla Regione e che – lo ha annunciato ieri il presidente Zingaretti con un tweet - continuerà per tutto il mese di aprile. L’iniziativa prevede tampone gratis e senza prescrizione medica per gli studenti delle superiori nella rete dei drive-in del Lazio, prenotandosi sul sito della regione

 

 

A Viterbo sono stati individuati degli slot dedicati nel drive-in del Riello (tutti i giorni dalle 14 alle 19); nel walk-in della Cittadella della salute (dal lunedì al sabato, dalle 14 alle 19); nel drive-in di Tarquinia (dal lunedì al sabato, 11-14); nel drive-in di Civita Castellana (dal lunedì al venerdì, 15-19); nel drive-in di Acquapendente (martedì, giovedì e venerdì, dalle 14 alle 19). La campagna regionale, soprattutto nella prima fase, ha registrato nella Tuscia un’adesione tutt’altro che massiccia (il timore di finire in quarantena con tutta la famiglia è naturalmente un deterrente), tanto che a un certo punto la montagna, per evirare di partorire topolini, ha deciso di andare direttamente da Maometto, vale a dire negli istituti. I numeri: a fronte di oltre 13 mila studenti delle superiori, da ottobre a dicembre si sono prenotati e hanno effettuato il tampone nei drive-in 3.000 ragazzi (più 1.600 tra docenti e personale Ata). Dal 4 gennaio al 12 marzo circa mille studenti e 750 tra prof e Ata. A febbraio, a fronte di questi numeri non esaltanti, la Asl ha avviato come detto una campagna pro-attiva recandosi direttamente negli istituti, previa adesione dei presidi. Risultato: dal 1° febbraio al 12 marzo sono stati effettuati 2.815 tamponi rapidi su 2081 studenti e 734 operatori scolastici (con 7 positivi individuati). Il 12 marzo il Lazio è stata dichiarata zona rossa e quindi tutte le superiori sono andate in dad. Ma con il ritorno all’arancione e da oggi alla didattica in presenza per il 50%, dalla Asl annunciano una ripresa a breve dello screening “pro-attivo”, ovviamente sempre su base volontaria. 

 

 

Da parte sua, l’assessore regionale all’istruzione Claudio Di Berardino augura un buon rientro a scuola ai 77.363 docenti, compresi i 18.785 di sostegno, ai 19.395 ata, ai 635 dirigenti scolastici e ai 470.761 alunni degli istituti di infanzia, primaria, secondaria di primo grado, a cui si aggiungono 252.012 alunni della scuola secondaria di secondo grado. “A tutti - afferma Di Berardino - la ormai consueta raccomandazione sul mantenimento dei corretti comportamenti, dentro e fuori gli istituti scolastici, per contribuire a mantenere basso il numero dei contagi, salvaguardando la propria salute e quella degli altri”.