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Viterbo, Lago di Vico inquinato dai fertilizzanti. L'allarme di Accademia Kronos

Massimiliano Conti
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La Tuscia e il lago di Vico sono avvelenati dai fertilizzanti prodotti dalla Monsanto. A far risuonare l'ennesimo campanello d’allarme sull’uso e sull'abuso di prodotti chimici nei noccioleti, sempre più diffusi sul territorio viterbese e in particolare nella zona lacuale, è l’associazione di protezione ambientale Accademia Kronos, che per la tutela delle acque di Vico si batte da anni. “Dell’inquinamento dei campi limitrofi al lago di Vico nessuno ne parla e se accenni al problema tutti cambiano subito discorso. La Tuscia è avvelenata dalla chimica Monsanto. Lo sanno tutti ma tutti negano”, denuncia Filippo Mariani, ricordando come l’Unione europea abbia di recente avviato un procedimento d’infrazione nei confronti dell’Italia proprio a causa delle condizioni di salute del lago cimino e anche come, alla battaglia di Accademia Kronos, si sia aggiunta da alcuni anni l'Università della Tuscia: “Il professor Giuseppe Nascetti - continua Mariani - ha avvalorato quanto denunciato da noi negli anni, aggiungendo uno studio, portato avanti con altri docenti dell’Università, relativo alle sostanze fertilizzanti abbondantemente usate nei noccioleti. Tali sostanze, percolando fino al lago, hanno comportato un aumento preoccupante del cianobatterio Plankthotrix rubescens, denominato comunemente alga rossa, che produce una tossina (micro-cistina) dannosa per la salute umana e animale”.

 

 

Negli anni ’80 l’allora Kronos 1991 riuscì, insieme all'ex sindaco di Caprarola Sandro Bruziches, a far riconoscere tutta l’area lacuale d’interesse naturalistico fino ad ottenere qualche anno dopo una riserva naturale. “Ma per riuscire a vincolare la zona come parco regionale naturale - è sempre Mariani a parlare - si dovettero accettare minacce velate e aperte da parte dei coltivatori, che non gradivano la presenza di un’area protetta. Alla fine la riserva naturale venne istituita a patto di non toccare le colture di nocciole presenti intorno al lago. Fu un boccone amaro, ma dovemmo accettarlo, sperando che l’agricoltura locale si convertisse verso quella biologica. Tutto inutile”. Solo il 3% degli agricoltori della valle del lago di Vico infatti, secondo i numeri di Accademia Kronos, utilizza oggi metodologie ecocompatibili che non avvelenano i terreni, mentre il restante 97% ha addirittura “intensificato l’uso di fitofarmaci e concimi chimici”.

 


Tra il 2018 e il 2019 l’Istituto superiore di sanità, insieme all’Ente spaziale europeo (Esa) e alla stessa Accademia Kronos, con l’utilizzo di alcuni satelliti dotati di strumenti per l’esame spettrometrico, ha monitorato alcuni laghi dell’Italia centrale. Il 21 maggio 2019 al Cnr di Roma sono stati presentati i dati di questa indagine satellitare (progetto “Cyanoalet”): è risultato che le acque dei laghi di Castel Gandolfo e di Vico non godono di buona salute. “In particolare - spiega Mariani - si è evidenziato come le acque del lago di Vico contengano un carico eccessivo di contaminanti chimici derivati dalle monocolture intensive. Ma mentre l’Iss, l’Università della Tuscia, Accademia Kronos ed altre organizzazioni ambientaliste si sono limitate a denunciare alla magistratura e al pubblico lo stato di salute del lago, l’associazione Isde (medici per l’ambiente) ha invece preso la strada più diretta andando a denunciare il tutto a Bruxelles alle Commissioni europee ambiente, sanità e agricoltura”. L'Ue ha quindi deciso di avviare nei confronti dello Stato Italiano una procedura d’infrazione per le pessime qualità delle acque del lago che riforniscono gli acquedotti dei comuni di Caprarola e Ronciglione“Ogni volta che ambientalisti e scienziati si sono permessi di denunciare la situazione - conclude Mariani - il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi ha minacciato di portarli in tribunale perché con le loro ‘false’ preoccupazioni ecologiste danneggiano il turismo locale. Forse ora si vorrà portare in tribunale anche la Comunità europea?”.