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Viterbo, lo scultore Ivan Cusi realizza busto di Papa Francesco

Roberto Pomi
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Un busto di Papa Bergoglio è stato realizzato dallo scultore viterbese Ivan Cusi con lo stesso marmo usato dal grande Michelangelo per quella statua leggendaria che è il Mosè. L’opera è ora custodita in un capannone del Viterbese, in attesa di accordi tra l’artista e il Vaticano per il trasferimento a Roma. Cusi sarà ospite prossimamente anche della trasmissione Rai “A Sua Immagine”, per raccontare l’esperienza artistica di cui è stato protagonista e che ha portato a un risultato giudicato dagli stessi maestri di Carrara, come degno di attenzione.  Ivan ha oggi 41 anni, ne aveva 37 quando ha deciso di misurarsi con quella che racconta come una vera e propria sfida con i grandi artisti del passato: Michelangelo ma anche Bernini. “Da subito ho avuto chiara una cosa, la necessità di arrivare a un’opera che non stonasse se posizionata al fianco di quella dei grandi. Con questo spirito sono andato a Carrara e ho scelto lo stesso marmo voluto da Michelangelo per il Mosè”, racconta lo scultore.

 


 

“Per me è stato incredibile, come avere fatto un figlio. La realizzazione di questa statua rappresenta per me un qualcosa di profondo a livello spirituale - spiega -. Insegnavo in un liceo artistico ed ero solito misurarmi con delle opere rapide, qui invece mi sono messo alla prova con le difficoltà di una grande opera. Ho cercato di creare qualcosa di nuovo”. 
Dal passato Cusi ha ripreso molto. Prima ha realizzato un modello in creta e quindi è andato avanti con la tecnica per punti inventata da Canova. “Il confronto con il marmo è stato difficile – racconta Cusi -. Parliamo di una materia che non perdona. Sono soddisfatto del risultato, ma mi rendo conto che sono riuscito non tanto per delle qualità tecniche, ma essenzialmente perché sono arrivato a tirare fuori da me stesso la perseveranza”. 
Il risultato finale è un busto con tantissimi particolari e dettagli, ma la cosa più evidente è il senso di candore che Cusi ha deciso di imprimere: “Non volevo un’opera che somigliasse semplicemente al papa, ma che trasmettesse il senso etico del vicario di Cristo e ho cercato la purezza. A guardare bene il busto si vede rappresentato un anziano che sembra un bambino. Un realismo elevato dalla purezza di Gesù”. 
Le mani e la testa di Cusi si sono mosse alla ricerca, sulla dura materia del marmo, di un complesso punto di equilibrio tra bellezza esterna, somiglianza e senso di purezza. 

 


Ho rappresentato Francesco – spiega lo scultore - ma là dentro ci sono io: la mia anima e la mia sensibilità”. Ci sono anche delle riflessioni al lato di questa impresa portata a termine: “Ho finito il lavoro nel 2021, ricorrenza dei 750 anni dal primo conclave di Viterbo. Per un figlio della città dei papi realizzare un’opera che raffigura un papa, in questo particolare anno, rende tutto molto più suggestivo”. 
L’artista ha aperto un dialogo con il Vaticano per ragionare sul collocamento della scultura che donerà al santo padre. Prima della partenza per Roma nella mente di Ivan Cusi c’è un momento tutto viterbese: “Ho intenzione di regalare una presentazione dell’opera alla città di Viterbo, con il vescovo Lino Fumagalli e il sindaco Giovanni Arena”.  Una presentazione che l’artista deve alla sua città prima che il busto vada nella capitale.