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Viterbo, fermata bus pericolosa per i disabili a San Martino al Cimino

Alessio De Parri
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Il muro è ricoperto dalle piante e quasi inghiottisce il marciapiede, largo un metro scarso, e la strada per di più è anche in salita. Siamo in via Abate Lamberto, nella frazione viterbese di San Martino al Cimino, tra la caserma dei carabinieri e l’ufficio postale. E’ qui che ogni giorno il bus della linea 11 della Francigena - che dal capolinea del Riello arriva a San Martino passando da Belcolle - si ferma per far scendere e salire i passeggeri. Impresa più o meno facile quasi per tutti ma non per chi, come Marcello M., 83 anni, ospite di Villa Immacolata, ormai per muoversi utilizza da qualche anno il deambulatore. E’ lui stesso a raccontare la disavventura: “Ogni volta che il bus si ferma in via Abate Lamberto non c’è spazio sufficiente per poter scendere o salire dal mezzo - racconta Marcello -. E’ così per me, ma allo stesso modo anche per una persona in carrozzina, per via di quel muro che ci si ritrova davanti alla porta del bus. Il marciapiede è strettissimo, quasi non si vede, e come se non bastasse la strada è in notevole pendenza. Per cui c’è sempre il rischio di cadere, cosa che in effetti un paio di volte mi è già capitata, per fortuna senza gravi conseguenze”.

Così l’anziano ha contattato la Francigena e il Comune di Viterbo chiedendo se fosse possibile spostare la fermata del trasporto pubblico locale, a salire verso San Martino, una ventina di metri più avanti. Certo, non si risolverebbe il problema della pendenza ma almeno nel punto indicato dall’anziano c’è un piccolo slargo, proprio di fronte alle Poste, che consentirebbe senza dubbio maggiori margini di manovra alle persone disabili. “Ho contattato sia la Francigena che il Comune circa un anno fa - prosegue l’83enne - poco prima che scoppiasse la pandemia. So che sarebbe stato effettuato un sopralluogo sul posto proprio per verificare la situazione, ma a quanto mi risulta da lì in poi non è stato fatto ancora nulla”.

In effetti la segnaletica arancione che delimita la fermata del bus è sempre lì, attaccata al muro, in una strada che non solo è in pendenza ma per di più è anche molto stretta. Spesso, infatti, le auto sono costrette ad accostarsi per consentire il transito dei mezzi pesanti. Inoltre anche l’asfalto, sistemato in diverse occasioni, in alcuni tratti è decisamente sconnesso. “E’ necessario intervenire prima che qualcuno finisca per farsi del male seriamente - conclude il signor Marcello -, ma è possibile che nel 2021 ci siano ancora delle persone che fanno fatica, oppure che proprio non riescono a salire o a scendere da un mezzo pubblico a causa delle barriere architettoniche?”.