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Tarquinia, scogliera davanti alle Saline. Federalberghi: "Denunciamo la Regione"

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Anna Maria Vinci
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Tarquinia, Federbalneari Lazio è pronta a denunciare la Regione Lazio per danno ambientale per l’intervento in somma urgenza, consistente nella realizzazione di una scogliera radente a ridosso del sottile cordone sabbioso, che separa il mare dalle vasche delle Saline“Oltre due settimane fa, abbiamo inviato una nota all’assessore ai Lavori pubblici e tutela del territorio, mobilità, Mauro Alessandri - scrive Mauro Maurelli presidente di Federbalneari Lazio -, chiedendo di ripensare subito l’intervento per scongiurare il grave danno ambientale, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta o comunicazione. Se continuerà questo silenzio ci vedremo costretti, in accordo con tutti gli imprenditori turistici locali, a intraprendere azioni più forti, al fine di evitare un danno irrimediabile”. 

 


Secondo Federbalneari, sono prevedibili già da adesso gli effetti di questo intervento: “La difesa artificiale impedisce la formazione di una spiaggia; fondali antistanti possono approfondirsi ulteriormente; la costa adiacente non protetta è soggetta a forte erosione; le Saline acquisirebbero un aspetto non più naturale - dichiarano -. Quindi, l’ecosistema di tutela delle Saline e il tratto di spiaggia adiacente vedrebbero entrambi un incremento e un’accelerazione dei fenomeni erosivi già presenti, con danni incalcolabili per la stagione turistica ormai alle porte. La preoccupazione riguarda, soprattutto, il cambio repentino delle correnti che si genererebbe, con quest’opera”. 

 


Le recenti linee guida del ministero dell’Ambiente per la difesa della costa dai fenomeni di erosione, sottoscritte da Ispra e dalle regioni marittime italiane, bocciano senza appello la posa in opera di barriere radenti, per i loro comprovati effetti deleteri, sia in situazioni sia nei litorali adiacenti”. Secondo Federbalneari ci sono altre soluzioni per risolvere il problema.  “Appare infine evidente – aggiunge Marco Marzi - che, oltre al danno ambientale, la barriera radente voluta dalla Regione, può configurare precise responsabilità per evenruali danni erariali”.