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Viterbo, acqua all'arsenico. Interrogazione del M5S al ministro dell'Ambiente

Massimiliano Conti
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Il problema dell’arsenico nelle acque viterbesi, con le relative, presunte responsabilità da parte della società Talete, sbarca in parlamento. Dopo la video-inchiesta realizzata dal quotidiano on line Tpi, che ha portato di nuovo alla ribalta nazionale una “emergenza umanitaria” con cui i cittadini viterbesi fanno i conti ormai da anni, si muove il Movimento 5 Stelle, attraverso un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Ambiente presentata dal deputato Manuel Tuzi.

 

Già da tempo sono emersi articoli sulla presunta mala gestio della società Talete spa nella zona del Viterbese - esordisce l’interrogazione -. Come l’hanno definita i medici dell’Isde (International Society of Doctors for the Environment), quella dell’arsenico nella provincia di Viterbo è una delle ‘più grandi emergenze umanitarie d’Europa’. L’arsenico è nocivo per la salute; studi condotti in popolazioni con esposizioni croniche ad arsenico hanno documentato effetti negativi su esiti riproduttivi, malattie neurologiche, cardiovascolari, respiratorie, diabete e tumori”. 

 


L’arsenico, ricorda inoltre Tuzi, è stato classificato dalla Iarc (International Agency for Research on Cancer) come agente cancerogeno per l’uomo di tipo 1. Sono risultati associati a un’esposizione all’arsenico per via inalatoria o attraverso l’acqua potabile i tumori del polmone, della cute e della vescica. Come i viterbesi sanno ormai bene, la concentrazione massima di arsenico nell’acqua potabile è stata fissata a 10 microgrammi per litro dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalla Direttiva 98/83/CE, poiché viene ritenuto che livelli più elevati possano comportare rischi per la salute. In diversi comuni italiani, tra cui 91 situati nella regione Lazio, sono stati riscontrati valori di arsenico nelle acque potabili superiori a 10 microgrammi per litro”. Il deputato pentastellato sottolinea anche come sul sito della Asl di Viterbo, nella relazione sul registro tumori 2020, vengano proposti ancora dati relativi al decennio 2006/2016 circa il tumore della vescica, massimo indiziato, insieme a quello del polmone e a quello della cute, dei danni prodotti dall’arsenico. “Il comune di Viterbo - si legge sempre nell'interrogazione - rispetto agli altri territori è al primo posto nell’incidenza del temibile tumore della vescica, troppo spesso motivo di migrazione passiva a Terni, Roma e L’Aquila”. Alla luce di tutto ciò, Tuzi chiede al ministro dell’Ambiente Roberto Cingolani se sia a conoscenza dei fatti riguardanti la presenza dell’arsenico nelle acque viterbesi e “quali misure intenda assumere per far fronte a tale emergenza”.