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Lazio, vaccini AstraZeneca. Scongiurato lo stop alle somministrazioni

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B. M.
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E’ rientrato l’allarme sulla carenza di vaccini, che appena due giorni fa aveva indotto l’assessore D’Amato a dire: “Se nelle prossime 24 ore non arrivano i 122 mila vaccini di Astrazeneca previsti, siamo costretti nostro malgrado a sospendere le vaccinazioni”. Il pericolo di interruzione delle vaccinazioni, come detto, è stato scongiurato. Ieri, infatti, a Pratica di Mare è arrivato un aereo carico di un milione e 340 mila dosi di Astrazeneca. Di queste, 122 mila saranno a disposizione degli hub vaccinali del Lazio. Ad annunciare lo “scampato pericolo” è stato anche Giorgio Mulè, Sottosegretario alla Difesa, intervenendo alla trasmissione “24 Mattino”.

 


“Sono arrivati a Pratica di Mare - ha detto Mulè - 1 milione e 300 mila vaccini di Astrazeneca che saranno distribuiti dal Comando operativo di vertice interforze in tutta Italia a cominciare da circa 200mila dosi destinate al Lazio. Come dimostrato, l’approvvigionamento dei vaccini continua a pieno regime: il sistema logistico che abbiamo immaginato funziona e dà risultati. Ovviamente bisogna avere quante più ‘munizioni’ possibili, per mutuare un linguaggio militare, e stiamo lavorando pancia a terra - Difesa, Protezione civile, Asl regionali - per arrivare a vaccinare 500.000 persone al giorno”.

 

L’arrivo dei vaccini elimina il rischio del temuto stop annunciato dall’assessore D’Amato, ma non tutti i problemi sono risolti. Molti ne restano ancora sul tappeto. Secondo la Lega “il piano vaccini nel Lazio sta subendo una brusca battuta d’arresto. Nelle farmacie, così come negli studi dei medici di base, arrivano dosi esigue, che, naturalmente non possono dare una svolta al processo nel suo insieme. Occorre passare dalle parole ai fatti, fare sì che la collaborazione con le farmacie e i medici di base sia fattiva e non solo su carta, perché al momento è così. Settimane fa avevo anche proposto, al fine di ottenere maggiori disponibilità e più punti di vaccinazione, una collaborazione, da parte della Regione Lazio, con delle strutture private accreditate per effettuare le vaccinazioni”, spiega in una nota il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli, che prosegue: “Il Lazio è costretto a rincorrere la richiesta di vaccinazione da parte delle persone a causa della penuria di soggetti abilitati, il che sta favorendo il ricorso a doppi turni da parte del personale sanitario. Così facendo si finisce per aggravare lo stress psicofisico dei nostri professionisti. Per tutte queste motivazioni si rende necessario il ricorso alla collaborazione con le strutture private accreditate per accelerare la campagna di vaccinazione. Altresì, va resa operativa nei fatti, e non soltanto su carta, la collaborazione con farmacie e studi medici, fornendo maggiori dosi di vaccino”.