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Viterbo, il senatore Umberto Fusco (Lega) tra i debitori di Talete. Caccia alla talpa che ha fatto uscire la lista

Massimiliano Conti
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Diventa un caso la pubblicazione, avvenuta nei giorni scorsi, delle liste dei morosi di Talete da parte del giornale online Tpi.  La testata, che ha svolto una videoinchiesta sul problema dell’arsenico in provincia di Viterbo e più in generale sulla gestione della società idrica, è venuta in possesso dell’elenco finora segretissimo dei grandi e dei piccoli debitori dell’azienda, cioè di tutti coloro che in questi anni, non saldando le bollette che gli venivano recapitate, hanno contribuito a scavare nei bilanci della spa una voragine da 32 milioni di euro.

 

Custodita dall’ex presidente Andrea Bossola come e meglio del terzo segreto di Fatima, la blacklist è ora diventata di dominio pubblico. O meglio, di dominio pubblico sono solo gli importi, perché Tpi, sul proprio sito, ha oscurato i nominativi dei morosi più o meno eccellenti. Tranne uno: quello del senatore leghista Umberto Fusco, che a Talete, stando ai tabulati, doveva circa 25 mila euro: 9.633 riferiti alla sua abitazione e 14.744 al ristorante di famiglia, il noto Felicetta, nei pressi delle Terme dei Papi. 
Fusco, intervistato dalla giornalista di Tpi che si è occupata dell’inchiesta su Talete, sostiene di aver già saldato il debito, a suo dire scaturito da una contestazione per una perdita d’acqua che aveva fatto lievitare a suo tempo le bollette. Ma adesso è caccia a chi, all’interno dell’azienda idrica, ha passato la lista al giornale violando la riservatezza. L’imbarazzo è forte, sia in Talete che tra i soci della spa.
Tpi, va detto, ha scelto legittimamente di rendere pubblico solo il nome di Fusco in ragione del suo ruolo pubblico di parlamentare, anche se nella lista, secondo indiscrezioni che circolano in città da tempo, pare ci siano anche altri nomi noti. Di sicuro, ci sono, tra i grandi debitori della spa, caserme ed enti pubblici. 

 

Il problema è che quella lista, per questioni di privacy, non sarebbe dovuta uscire dalle stanze di via Romiti. Il direttore generale di Talete, Alessandro Fraschetti, intervistato anche lui da Tpi, non commenta l’accaduto: “C’è un amministratore, è a lui che vi dovete rivolgere per avere delucidazioni”, dice al Corriere di Viterbo. E il neo amministratore unico, Salvatore Genova, non nasconde l’imbarazzo: “Verificheremo cosa è successo - dice sempre al Corriere il nuovo manager -. Alcuni soci ci hanno chiesto la lista dei morosi, ma nessun documento finora è stato consegnato loro”. 
Tra i soci che più volte hanno chiesto conto della situazione relativa alla morosità, e in particolare sul recupero dei crediti, c’è il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi, che appartiene allo stesso partito di Fusco e che non ha votato nell’ultima assemblea la nomina del nuovo amministratore. Sull’accaduto i salviniani starebbero affilando i coltelli.
Da parte sua, per quanto riguarda il debito, che è comunque un dato, indipendentemente da chi ha fatto uscire la notizia o dal perché sia uscita solo in questo modo, Fusco assicura che tutto è stato sistemato: “Se si vedono anche le fatture ci sono state delle rotture nelle condutture che ci hanno fatto schizzare a queste somme. Abbiamo fatto una contestazione a Talete e abbiamo ottenuto uno sconto. Negli ultimi giorni abbiamo saldato 6 mila euro”. 
Il senatore smentisce anche di aver ricevuto trattamenti di favore rispetto ai “poveri cristi”: “L’acqua è stata staccata anche a me”. E ovviamente dice di trovare alquanto singolare che sia uscito solo il suo nome. Al riguardo, il gruppo della Lega a Palazzo dei Priori starebbe adesso meditando di sollevare il caso anche in Consiglio comunale.