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Viterbo, tassi morti nelle campagne della Tuscia. E' mistero. "Colpa dei cambiamenti climatici"

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Di certo è un fenomeno inconsueto, segnalato da numerosi agricoltori. Nelle strade rurali, nei fondi agricoli, ma anche ai bordi delle provinciali del territorio viterbese, sono state notate le presenze di tassi morti. E’ spettacolo abbastanza ricorrente, pur se tristissimo, imbattersi in carcasse di gatti, di cani e di ricci lungo strade di traffico intenso. Finora, però, avvistare decine di carcasse di tassi era stata evenienza rarissima.

 

 

Il fatto può denotare un mutamento nel comportamento di quegli animali, dovuto a fattori ambientali ancora sconosciuti. Per i profani, almeno. Il tasso è animale che trova il proprio habitat naturale in foreste di latifoglie; è abituato a cacciare durante la notte; evita con scrupolo luoghi frequentati dall’uomo. Animale caratteristico, affascinante, con il folto mantello grigio, gli artigli potenti su zampe corte, il muso allungato, striato di bande bianche e nere. Negli anni più recenti in particolare, è diventata prassi la presenza di cinghiali, anche di volpi, in ogni ora del giorno e della notte in prossimità di centri abitati, oltre che, naturalmente, in campagna.

 

 

La proliferazione della popolazione dei tassi, le loro incursioni ricorrenti erano state fino ad oggi aspetti mai registrati. Sicuramente un segno, si ripete, di cambiamento di abitudini, di necessità sopraggiunte. Specialmente da parte degli addetti ai lavori, lo studio del fenomeno può far luce su mutazioni, che interessano l’ambiente in generale. Il tasso è un animale notturno che passa la giornata a dormire all’interno di una delle numerose tane che questi animali scavano nel proprio territorio, e che spesso vengono condivise con altri animali. E’ probabile quindi che le morti di questi animali siano avvenute nelle ore notturne nei boschi del Viterbese. Vista anche la sua grandezza (col suo metro di lunghezza e i quasi 15 chili di peso, questo animale rappresenta una delle specie di mustelidi di maggiori dimensioni) e la sua tendenza ad evitare luoghi frequentati dall’uomo, è assai probabile che la morte sia stata causata da animali più grandi che vivono nei boschi come i cinghiali.