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Viterbo acqua. Bufera dopo la partenza di una petizione su arsenico e bollette

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Archiviata la nomina del nuovo amministratore, Talete torna al centro delle polemiche dopo una video inchiesta del webgiornale Tpi, che ha promosso una petizione on line su change.org per sollecitare l’intervento della magistratura per accertare possibili responsabilità di gestione. Sott’accusa l’aumento delle bollette, l’inquinamento da arsenico (due fattori che viaggiano nella stessa direzione, dato che una parte consistente dei costi è rappresentata dalle spese di manutenzione dei depuratori) e una serie di assunzioni per nulla trasparenti.  A rincarare la dose ci ha pensato sabato 27 marzo Alessandro Di Battista, che, essendo di Civita Castellana, conosce personalmente la situazione: “Ci si riempie la bocca di denari della Next generation, di transizione ecologica e di ambiente. In teoria, hanno tutti ragione, ma battaglie del genere sono reali (e non semplici temi elettorali) solo se condotte contro il sistema marcio”. Secondo il battitore libero della galassia 5S emerge come “connivenze politiche, favoritismi ad personam e mala gestione da parte di Talete abbiano di fatto trasformato un bene inalienabile come l’acqua in merce su cui lucrare”. 

 


A livello politico, qualcosa potrebbe però adesso cambiare grazie ai nuovi assetti creatisi in Regione con l’ingresso in giunta dei grillini, anche alla luce di una recentissima presa di posizione del neo assessore alla transizione ecologica, Roberta Lombardi, secondo la quale è arrivato il momento di dare seguito alla ripubblicizzazione dell’acqua secondo quanto stabilito dal referendum di dieci anni fa. Questa è la speranza del Comitato non ce la beviamo, che dieci mesi fa ha consegnato in Regione 15 mila firme chiedendo il superamento di Talete per abbracciare il modello gestionale dei bacini idrografici. Nei prossimi giorni il sodalizio incontrerà proprio Lombardi, l’assessore Alessandri e forse il presidente Zingaretti:E’ chiaro che si è arrivati a questa situazione - si legge in una nota - per le scelte sbagliate sulla Talete e della Talete e di quelle di chi dovrebbe controllarla. Fino ad oggi le necessità del territorio, riguardo la presenza di arsenico nell’acqua, sono state affrontate sull’onda emergenziale con la decisione di affidarsi alla costosa e inattendibile depurazione con filtrazione, ma manca un serio piano di intervento duraturo e risolutivo”.

 

Traduzione: basta depuratori e risoluzione a monte del problema miscelando l’acqua della Tuscia con risorse idriche da far arrivare dai territori limitrofi, come ad esempio Rieti. “I sindaci - conclude il Comitato - si sono finora baloccati con molto impegno nella ricerca di presidenti e consiglieri con stretto rigore partitico. Ma mai hanno proposto un progetto serio e sostenibile. Forse perché si aspetta il salvataggio privato. Per quello che ci riguarda la battaglia per l’acqua pubblica continua”.