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Viterbo, picchiò la moglie in un parcheggio ma fu ripreso dalle telecamere. Condannato il marito violento

Valeria Terranova
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È stato condannato a un anno e 2 mesi per lesioni un uomo che a dicembre del 2019 aggredì la moglie nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale Tuscia.  “Tutto successe quando un pomeriggio una cliente proveniente dal posteggio ci avvertì di cosa stava succedendo. Quando ci precipitammo sul posto per intervenire notammo che una signora perdeva sangue dal naso – ha raccontato ieri un vigilantes-. Vicino a lei c’era una donna e il marito era presente, e dopo averle rivolto delle minacce, dicendo che non sarebbe finita lì, si allontanò in macchina con i due figli dopo averle sottratto la borsa con tutti gli effetti personali. Dal filmato tratto dalle telecamere di videosorveglianza vedemmo ciò che accadde: lui le diede una testata e la prese a calci e schiaffi”.

L’uomo era imputato a processo con l’accusa di maltrattamenti, rapina e lesioni aggravate per aver agito davanti ai figli minori, pertanto la pubblica accusa ha chiesto che venisse condannato a 4 anni. Il difensore, l’avvocato Remigio Sicilia, durante l’arringa ha sostenuto che il proprio assistito aveva appena scoperto di essere stato tradito dalla compagna, la quale da tempo aveva instaurato una relazione clandestina con un altro uomo. La reazione scomposta, stando a quanto ritenuto dalla difesa, è stata determinata dal ritrovamento di messaggi espliciti sul cellulare della donna che non lasciavano dubbi riguardo la concretezza del tradimento.  “Era disperato dopo aver letto quelle chat e il suo comportamento eccessivo purtroppo è sfociato in un’aggressione, ma l’intento era quello di allontanare la moglie e per sbaglio l’ha colpita sul naso. Per di più i bambini della coppia non erano presenti in quel momento perché 3 testimoni ci hanno riferito che si trovavano nella macchina – ha affermato il difensore -. E non si può parlare di rapina in quanto è stata la stessa parte offesa a porgere la borsa che le è stata strappata di mano dal coniuge per ripicca”. 

 

Il legale ha ritenuto in ultimo che non potesse sussistere l’accusa di maltrattamenti in quanto la parte offesa non ha mai confidato a nessun amica o familiare di essere maltrattata dal convivente o di trovasse in una condizione di soggezione. Dunque, la sentenza emessa dal giudice Gaetano Mautone ha assolto l’uomo da due capi di imputazione condannandolo a 1 anno e 2 mesi per lesioni, stabilendo inoltre la cessazione della misura cautelare disposta precedentemente nei suoi confronti.