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Viterbo, minaccia di morte la ragazza e la picchia. Arrestato un dominicano

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Aggredisce e minaccia di morte la convivente costringendola a chiudersi nella sua stanza per sfuggire alla sua violenza. La donna, disperata, è stata costretta a chiedere aiuto dalla finestra per salvarsi. E' accaduto a Viterbo dove, un uomo di 46 anni, dominicano, è stato arrestato nella giornata di mercoledì 23 marzo dagli agenti della squadra volante della Questura di Viterbo impiegati nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio. 

 

Le grida hanno allarmato i residenti di una via del centro storico che hanno chiamato la polizia.  A seguito di una segnalazione di richiesta di aiuto da parte di una donna, gli equipaggi della polizia nella tarda serata sono arrivati nei pressi di un’abitazione del centro storico e, individuato l’appartamento dal quale erano provenute le grida, arrivano.  Nell’abitazione era presente un cittadino domenicano, in evidente stato di ebbrezza  ed una donna che riferiva immediatamente ai poliziotti di essersi chiusa fino a quel momento all’interno di una camera perché impaurita dal compagno il quale, sotto l’effetto dell’alcool, l’aveva picchiata e minacciata di morte,  apostrofandola con parole irripetibili.

 

 

La stessa rappresentava che la lite tra i due era iniziata dal pomeriggio e di essersi poi rifugiata in camera da letto per sottrarsi alle violenze fisiche, costretta a chiedere aiuto dalla finestra in quanto l’uomo le aveva messo fuori uso il telefonino per impedirle di richiedere i soccorsi.  Il domenicano, inizialmente calmo,  improvvisamente,  dapprima si scagliava  contro la convivente e  poi, vistosi contenuto, nei confronti dei poliziotti i quali riuscivano a bloccarlo ed a condurlo in Questura. La donna ricorreva alle cure mediche presso l’ospedale di Viterbo, dove veniva attivato il previsto “Protocollo Rosa”,  percorso di accoglienza al pronto soccorso dedicato a chi subisce violenza. Lo straniero,  al termine degli accertamenti di rito veniva tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Nella giornata odierna il giudice del Tribunale di Viterbo convalidava la misura restrittiva e  ne disponeva il prosieguo agli arresti domiciliari.