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Viterbo verso la zona arancione. Ma le scuole potrebbero restare chiuse: preoccupano i contagi tra i minori

Alessio De Parri
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Dita incrociate alla vigilia del report dell’Istituto superiore di sanità che domani sera, venerdì 24 marzo, potrebbe consentire alla Tuscia e al resto del Lazio, a partire da lunedì 29 marzo, l’atteso ritorno in zona arancione dopo due settimane trascorse in rosso. I dati degli ultimi sette giorni fanno ben sperare, con l’indice di contagio Rt che è sceso da 1.3 a 1.09, con una proiezione che porterebbe la regione addirittura sotto allo 0.95. Se questo trend dovesse essere confermato anche domani dal Comitato tecnico scientifico, allora da lunedì potrebbero riaprire bar e ristoranti e si tornerebbe a circolare al di fuori dello stesso comune.

 

 

Una piccola boccata d’ossigeno prima del lockdown nazionale già fissato dal 3 al 5 aprile in coincidenza con il week-end di Pasqua. E le scuole? Dalla zona rossa all’arancione le cose cambiano: asili, elementari e medie, infatti, tornerebbero alla didattica in presenza, anche se poi il via libera varrebbe solo per tre giorni (lunedì 29, martedì 30 e mercoledì 31 marzo), dato che dal 1° aprile scatteranno comunque le vacanze pasquali. In queste ore diversi sindaci della Tuscia stanno pensando a cosa fare, senza escludere la possibilità di mantenere comunque chiusi gli istituti scolastici, anche in zona arancione, negli ultimi tre giorni di marzo, con la riapertura che a quel punto slitterebbe a martedì 6 aprile. “E’ un aspetto che affronterò eventualmente sabato - spiega il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena -, alla luce dei nuovi dati sul contagio, e solo dopo essermi confrontato con i dirigenti scolastici. Anche perché so benissimo chela Dad per un bambino delle elementari comporta problemi ben più grandi alle famiglie rispetto a quella svolta da un ragazzo delle superiori”.

 

 

Chiusura o meno, il sindaco è preoccupato da un altro aspetto legato ai minori:Anche durante lo stop alla didattica in presenza nelle scuole i casi sono aumentati tra gli under 18. In città, ad esempio, negli ultimi giorni sul numero complessivo dei contagiati un 20-25 per cento sono bambini e adolescenti. Ciò significa che sono i comportamenti da condannare, dentro ma soprattutto fuori le scuole”. Anche ieri, ad esempio, nella provincia un quarto dei nuovi positivi (17 su 85) sono minorenni. Un incremento costante, questo, anche durante la zona rossa. Con gli ultimi casi la Tuscia ha superato la soglia dei 13 mila contagi da inizio pandemia, mentre i guariti in totale sono 11.290 (45 ieri) e i morti quasi quattrocento (392). Gli ultimi due a perdere la vita sono stati una 76enne di Vetralla e una 82enne di Castel Sant’Elia. Attualmente i positivi sono 1.327, di cui 55 ricoverati nelle strutture Covid degli ospedale di Viterbo e di Montefiascone.