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Viterbo, nuovi boati a Orte mentre proseguono le indagini

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Nuovi boati sono stati avvertiti dalla popolazione di Orte. L’ultimo, in ordine di tempo, nella notte tra giovedì e venerdì. Prima ancora, rumori provenienti dal sottosuolo sono stati segnalati mercoledì. In tutti e due i casi le segnalazioni sono arrivate da Orte Scalo e dal centro. “Un boato - afferma il sindaco Angelo Giuliani - è stato avvertito nella notte tra giovedì e venerdì anche nel centro storico. Molte persone lo hanno riferito”.

 

Intanto, venerdì mattina, nell’ambito del tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico, convocato in prefettura, alla presenza del prefetto di Viterbo Giovanni Bruno, dei procuratori di Viterbo e Civitavecchia, del questore di Viterbo, dei comandanti provinciali di carabinieri, vigili del fuoco, Guardia di Finanza, del direttore generale della Asl e del responsabile dell’Ares 118, si è parlato anche della vicenda di Orte. A margine del tavolo tecnico, il sindaco Giuliani ha reso noto che anche l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ha dato la sua disponibilità a collaborare per individuare le cause dei fenomeni. Per quanto concerne il tavolo in prefettura, “attendiamo la seconda relazione dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - ha detto il sindaco - per trarre eventuali conclusioni. Al momento vanno avanti i lavori e i rilevamenti”.

 

I nuovi fenomeni, tuttavia, hanno fatto tornare l’allarme tra la popolazione, soprattutto dopo il boato avvertito durante la notte, che ha svegliato molte persone. Tutto questo, mentre il lavoro dei tecnici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia prosegue senza sosta. I tecnici dell’Istituto non si sono mai fermati ma proseguono nello studio del fenomeno per cercare di risalire alle cause dei boati ipogei avvertiti in vari punti del territorio. Insieme ai tecnici del Comune, gli esperti dell’Ingv hanno effettuato le analisi di tomografia elettrica nel quartiere di Petignano e in località Vagno, per analizzare la stratigrafia del terreno. A Vagno, lo ricordiamo, tre settimane fa era stato riscontrato lo strano fenomeno dell’abbassamento di un terreno, sprofondato di circa tre metri, inducendo molte persone a parlare di doline. Agli inizi di marzo sono scesi in campo anche i droni e i vigili del fuoco che hanno effettuato indagini con l’elicottero, per scongiurare, cosa poi avvenuta, che a causare i boati fosse il cedimento di una parte della collina, oppure di qualche abitazione in stato di abbandono. Scongiurata tale ipotesi, l’attenzione di tutti, a cominciare dagli esperti, si è rivolta al sottosuolo, ricco, peraltro, di cavità. Non è escluso, come ha spiegato il geologo interpellato dal Comune, che la forte pioggia di novembre scorso possa aver smosso il sottosuolo causando il riposizionamento delle cavità, con gli inevitabili boati che si avvertono in superficie.