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Viterbo Covid, commessi e cassiere dei supermercati chiedono il vaccino | Video

Daniela Venanzi
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Indossavano tutti un giubbino rosso, alcuni con cartelli in mano, a sottolineare che la priorità del vaccino deve essere per loro un diritto sacrosanto. Giovedì sera, 18 marzo, collegati in diretta con la trasmissione di Paolo Del Debbio “Dritto e rovescio”, trasmessa su Rete 4, c’erano i cassieri della Conad di Orte ascoltati, simbolicamente, come rappresentanti di tutta la categoria. L’inviato del talk show, in apertura di collegamento, ha rivolto ai dipendenti del supermercato una domanda provocatoria: “Nel programma della campagna di vaccinazione siete stati preceduti da avvocati, insegnanti e psicologi. E voi?”. E’ stata Rita Gentili, una delle dipendenti, a rispondere, avanzando una prima rivendicazione: “Noi siamo una categoria dimenticata – ha detto –. Dopo tredici mesi di lavoro in prima linea, abbiamo diritto o no ad essere vaccinati? Abbiamo questa priorità?”.

 

 

Il deputato del Pd Andrea Romano ha glissato, aggiungendo che è giusto andare avanti con il metodo anagrafico. Forse dimenticando, però, che le categorie prioritarie nel piano vaccini esistono già e le linee guida vengono applicate, come nel caso degli insegnanti. A puntualizzare nuovamente la posizione della categoria dei dipendenti dei supermercati, altri due colleghi, a cominciare da Danilo, che numeri alla mano ha rivendicato la giusta attenzione, in ragione della matematica e non di dati soggettivi. “Con tutto il rispetto, avvocati e professori non sono a contatto con la quantità di gente che incontriamo noi. Nel supermercato di Orte possono entrare fino a 1.500 persone al giorno, un livello altissimo, e se qui dovesse scoppiare un focolaio cosa potrebbe accadere? Noi e le nostre famiglie siamo esposti ogni giorno a questo rischio, così come i clienti. Abbiamo il diritto di lavorare tutelando la nostra e la salute altrui”.

 

Poi è intervenuta un’altra cassiera, Emanuela: “Abbiamo paura di tornare a casa e di abbracciare i nostri figli. Noi che siamo in prima linea da un anno a questa parte, sette giorni su sette, per diciotto ore al giorno, cosa dobbiamo fare?”. A rinforzare il concetto ci ha pensato ancora una volta, fuori dalla diretta, Rita Gentili, portavoce e paladina dell’iniziativa, che, oltre ad Orte, è in forza anche alla Conad di Vetralla: “Ricordiamoci - ha riferito - che siamo stati sempre presenti e solidali, non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno. Anche nei tempi della paura più forte noi ci siamo sempre stati. Durante il primo lockdown abbiamo perfino istituito un gruppo, con i nostri ragazzi, che a livello di volontariato, ai di fuori del proprio orario di lavoro, ha portato la spesa a casa delle persone malate di Covid e costrette in quarantena, anche in abitazioni sperdute, in aperta campagna. Insomma, l’esposizione è stata sempre elevata per tante ragioni, ecco perché chiediamo di essere tra i primi a fare il vaccino. Lo riteniamo indispensabile, per noi e per tutti coloro che frequentano il supermercato”.