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Viterbo in lockdown. Raccolte tremila firme per chiedere il ritorno in zona gialla

Daniela Venanzi
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La zona rossa fa rumore in tutta la provincia, a cominciare da Civita Castellana, dove la raccolta di firme è arrivata a quota tremila. Era stata proprio Civita una delle zone più colpite dall’emergenza e ne aveva pagato le conseguenze, sia in termini di salute che economici. La scia del virus ha infatti lasciato a terra decine di piccoli esercizi commerciali ormai in crisi dichiarata, e i civitonici non vogliono rassegnarsi ad essere relegati in zona rossa, quando l’indice dei contagi in tutta la provincia non richiede un provvedimento così drastico. Nel momento in cui si cominciava ad intravedere un bagliore di speranza, la zona rossa è arrivata come un mannaia sulle attività dei commercianti locali. Una delle promotrici della protesta, A. S., senza perdersi d’animo, ha iniziato la raccolta delle firme a sostegno della riapertura. “Sono arrabbiata nera - dichiara - alla fine gli esercizi più colpiti sono stati quelli dei centri estetici, delle parrucchiere, dell’abbigliamento e delle gioiellerie. Chiusi, senza possibilità di servizi alternativi come magari possono fare gli altri. Categorie colpite e affondate. E’ per questo che ci siamo organizzati con la petizione, lanciata anche su Facebook”.

 

E in effetti la risposta da parte delle partite Iva è stata di larghi consensi, hanno aderito circa settanta attività che, tra Civita Castellana, Corchiano e Fabrica di Roma, non sono poche. Invece dalla pagina Facebook la petizione che porta il titolo di “No alla Tuscia in zona Rossa” i consensi sono arrivati a migliaia superando, già ieri mattina, la quota di tremila firme. “Il costo sociale ed economico di decisione assunte con troppa leggerezza è divenuto insostenibile. Ecco perché - è scritto sulle motivazioni della petizione - sulla scia di quanto accade ormai da tempo in Lombardia, e ovunque il virus dimostra maggiore aggressività, quando in ambito zona rossa si prevedono aree sollevate da tale vincolo perché sostanzialmente sane, chiediamo al sindaco di Viterbo, al presidente della Provincia e al presidente della Regione di chiedere al ministro della Sanità la necessità di considerare da subito per la Tuscia il mantenimento della zona gialla”.

 

Anche Andrea Bernaudo, prossimo candidato a sindaco di Roma e presidente di Sos partita Iva ha manifestato piena solidarietà all’iniziativa. Luca Giampieri, primo cittadino di Civita Castellana, firmatario insieme ad altri 111 amministratori di una lettera in cui si chiede un provvedimento meno gravoso della zona rossa, esprime piena solidarietà a tutti i commercianti: “Abbiamo sempre pensato che essere vicini alla nostra gente - dice Giampieri - in questo momento sia un dovere etico e morale. Tutto quello che può servire a fare le giuste considerazioni sui numeri che non giustificano nel nostro territorio la chiusura, lo abbiamo fatto e lo faremo”. Sempre sul fronte di una forma di pressione, la lettera che il sindaco Arena di Viterbo e quello di Tarquinia Giulivi, hanno indirizzato al presidente della Regione Zingaretti, non ha ancora avuto risposta. Molti sperano, però, che in qualche modo ci sia una anticipazione del ritorno in zona gialla.