Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo in zona rossa. Petizione contro il lockdown. Prefetto: "Consegnerò le firme al ministro Speranza"

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

“Trasmetterò al mio capo di gabinetto, al ministro della salute, al presidente della Regione Lazio e all’assessore regionale alla sanità la lettera e le firme degli amministratori locali”.
Il prefetto Giovanni Bruno è pronto a fare la sua parte, nella battaglia che la Tuscia sta combattendo contro la zona rossa. Una parte che si limita tuttavia a fare da collegamento tra i livelli locali e quelli regionali e nazionali, senza prese di posizione: “In questo territorio io rappresento il governo - spiega Bruno al Corriere - e quindi il mio ruolo è esclusivamente quello di far eseguire quanto il governo stabilisce”.
 

Sono 111 gli amministratori della Tuscia, tra sindaci, assessori e consiglieri comunali, che hanno firmato la lettera al ministro Speranza e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per chiedere di rivedere l’inclusione della provincia di Viterbo nella zona rossa e l’istituzione di parametri di valutazione locali. Una richiesta che tuttavia, al di là dell’eco mediatica, non pare destinata a trovare soddisfazione, anche perché i contagi nella Tuscia, e nel capoluogo in particolare, negli ultimi giorni appaiono di nuovo in crescita. Né alcuna risposta all’appello sembra finora arrivata da Zingaretti e dall’assessore D’Amato. Quest’ultimo, dopo aver manifestato le sue perplessità (“ci chiudono per dati vecchi di 14 giorni”), sul caso Viterbo è rimasto muto.

 


In calce alla lettera dei 111, come già evidenziato dalla consigliera civica Chiara Frontini, manca peraltro la firma più pesante, quella del sindaco di Viterbo Giovanni Arena. Il quale ha preferito un’iniziativa in proprio dai toni molto meno barricaderi, insieme al primo cittadino leghista di Tarquinia Alessandro Giulivi, a dimostrazione che nella Tuscia la politica riesce a dividersi su tutto. L’unico destinatario della missiva è Zingaretti mentre viene tenuto fuori il ministro della Salute Roberto Speranza. “Non essendo assolutamente nostra intenzione fare demagogia e facile populismo, e tanto meno mettere a rischio la salute pubblica, consapevoli che le nuove varianti dei virus potrebbero compromettere in pochi giorni il lavoro di prevenzione fatto finora - scrivono Arena e Giulivi al governatore laziale - riteniamo però che, così come sono state previste zone di restrizione per i territori più colpiti dal virus nelle settimane scorse, allo stesso modo potrebbero essere previste aree con maggiori concessioni dal punto di vista sociale e commerciale per quei territori in cui l’indice di contagio non ha ancora raggiunto i parametri necessari per l’ingresso della zona rossa. Pensiamo alla possibilità di tenere aperte le scuole dell’obbligo e le scuole materne, oltre che a dare la possibilità ad alcune attività economiche di poter lavorare così come hanno fatto, in piena sicurezza nelle ultime settimane”. 
Da parte sua, l’ex sindaco e consigliere di Forza Italia Giulio Marini si è rivolto invece alla ministra degli Affari generali Mariastella Gelmini chiedendo che la Tuscia, se non gialla, torni quantomeno in arancione.