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Viterbo in zona rossa, si allaga la protesta. Arena prepara una lettera per la Regione

Massimiliano Conti
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Da Civita Castellana a Viterbo, nella Tuscia continua a suon di firme la mobilitazione generale contro la zona rossa. Anche il sindaco di Viterbo, tirato a destra per la giacca, si muove con una lettera che spedirà tra oggi e domani, 16 o 17 marzo,  al presidente della Regione Lazio ma che prima condividerà con i colleghi della provincia. Obiettivo: ottenere un ammorbidimento delle restrizioni tenendo conto dell’andamento tutto sommato contenuto dei contagi nel Viterbese. “Non faccio le barricate e non cedo al populismo più basso”, replica tuttavia Arena rispondendo a chi, come la capogruppo di Viterbo 2020 Chiara Frontini, aveva stigmatizzato l’assenza della firma del primo cittadino viterbese.

 

Ma, al di là delle iniziative di matrice politica, sono soprattutto gli operatori economici a fare la voce grossa. A guidare la rivolta, come riportato ieri, 15 marzo, dal Corriere di Viterbo, sono un gruppo di indignados del comprensorio civitonico. Ieri erano già 70 le partite Iva, gli artigiani e i commercianti di tutte le categorie merceologiche scese in campo”. Ha aderito alla protesta, che sfocerà anche in questo caso in una petizione, anche l’ex vicesindaco Alberto Cataldi - la cui moglie gestisce un noto bar della zona nuova - ma i promotori sperano di trovare un sostegno anche in Comune, e in particolare nel sindaco meloniano Luca Giampieri. La zona rossa punisce soprattutto determinate categorie, come per esempio i parrucchieri, i barbieri e i centri estetici, che di fatto ieri mattina erano gli unici negozi chiusi. Aperti invece, oltre agli alimentari e ai supermercati, i negozi di abbigliamento e calzature per bambini, quelli di apparecchiature informatiche, quelli di biancheria intima, le ferramenta, i tabaccai, le edicole.

 

Sul fronte politico, ieri pomeriggio erano 110 le firme raccolte tra sindaci, assessori e consiglieri comunali, che hanno sottoscritto un documento da indirizzare al prefetto, al presidente della Regione Lazio e al ministro della Salute. Molti quelli di Fratelli d’Italia Viterbo, ma anche tanti civici o di altri partiti, “spinti alla firma - sottolinea il deputato Mauro Rotelli - da una sola evidenza, quella dei numeri e della ragione. Chi taccia di populismo questa sacrosanta iniziativa è completamente fuori strada”. Fischiano le orecchie al sindaco Arena, che, come detto, ha deciso di muoversi in modo autonomo con una lettera dai toni sicuramente più pacati e meno barricaderi: “Mi confronterò con alcuni colleghi sindaci della provincia - spiega Arena - per valutare l’opportunità di inviare una richiesta ufficiale al presidente Zingaretti affinché porti all’attenzione del ministro Speranza la nostra proposta di rivedere la scelta che sancisce il passaggio anche della Tuscia in zona rossa. I provvedimenti presi mettono, infatti, sullo stesso piano la provincia di Viterbo, nella quale la diffusione dei contagi appare comunque ancora sotto controllo, ad altre realtà con dati più critici”.