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Viterbo Covid, sono 202 i minorenni positivi nella Tuscia

Alessio De Parri
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Viterbo, bambini e adolescenti sono i più colpiti dalla terza ondata del Covid. Nell’ultima settimana, infatti, in base ai dati forniti dalla Asl, aggiornati a venerdì 12 marzo, su 1.052 attualmente positivi in provincia 202 hanno meno di 18 anni. I contatti nelle scuole hanno in parte favorito la diffusione del contagio, che dall’inizio di marzo è risalito, e proprio per questo la zona rossa che da oggi, 15 marzo, scatta in tutto il Lazio - con la conseguente sospensione dell’attività in presenza e il ritorno alla Didattica a distanza - dovrebbe contribuire all’inversione di rotta.  Subito dopo la fascia degli under 18, il maggior numero di casi si è verificato nelle persone che rientrano nella fascia di età tra 51 e 60 anni (164), seguiti da quelle tra 41 e 50 anni (162). Significativo anche l’andamento dei contagi nella soglia 31-40 anni, con 141 positivi, e in quella tra i 19 e i 30 anni (133). Cominciano invece a vedersi i primi effetti del vaccino soprattutto per le persone più anziane. Ieri, 14 marzo, in totale nel Viterbese sono state somministrate 32.466 dosi, di cui buona parte ha interessato gli over 80 (con la provincia che detiene il primato nella regione). E in effetti dall’avvio della campagna di vaccinazione i casi tra i più anziani sono crollati, scendendo ad appena 67 tra gli attualmente positivi. Bassa anche la percentuale riferita alla fascia 61-70 anni, con al momento 102 contagi.

 

 

 

La risalita della curva dei contagi è trainata da Viterbo. Nel capoluogo, infatti, ad oggi i casi sono 299, con una media di trenta al giorno solo negli ultimi giorni della settimana. Ok, parliamo della città più popolosa della Tuscia, ma resta il fatto che al secondo posto di una classifica poco invidiabile troviamo Montefiascone, che con 73 positivi ne ha solo un quarto rispetto a quelli registrati a Viterbo. Al terzo posto troviamo Civita Castellana con 68 contagi e Vetralla (48). Sotto osservazione la diffusione del contagio in centri più piccoli nella zona dei Cimini e della Bassa Tuscia come Canepina, Sutri e Monterosi, dove nonostante questo ci sono rispettivamente 40, 35 e 36 contagiati. Più o meno lo stesso numero riportato a Tuscania (32), mentre a Nepi troviamo 30 casi e a Orte 28. Pochi, invece, i contagiati a Tarquinia, appena 14, stesso trend registrato anche a Capranica (15).

 

 

Va detto, però, che la collocazione della provincia in zona rossa non corrisponde ai dati sull’incidenza dei contagi, il numero dei casi ogni 100 mila abitanti. La soglia d’allarme, infatti, che ha scattare restrizioni come quelle alle quali da oggi ci dovremo abituare per un paio di settimane, è di 250 positivi ogni 100 mila abitanti, mentre nella Tuscia, stando al report del 12 marzo stilato dal ministero della Salute, l’incidenza dei contagi è di 124 casi ogni 100 mila abitanti, corrispondenza da zona gialla e non rossa. Tra le 107 province italiane, il Viterbese in questa particolare classifica che vede in testa le emiliane Bologna e Rimini, con il dato più alto (rispettivamente 646 e 579). In pratica, sotto alla Tuscia ci sono tutte le province della Sardegna, unica regione ad essere rimasta per la seconda settimana di fila in bianco, e quelle della Sicilia, da oggi in arancione anche se con dati contestati dal presidente della Regione Musumeci, che sperava nella conferma in zona gialla.