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Viterbo in lockdown da lunedì. Parte la protesta: "Tuscia penalizzata, qui la situazione non è grave"

Massimiliano Conti
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Operatori economici, politici, genitori, docenti e cittadini comuni: a Viterbo tutti contro il lockdown bis e contro la chiusura delle scuole, all’indomani del salto carpiato imposto dal ministero della Salute alla Regione Lazio, passata di colpo dal purgatorio della zona gialla all’inferno della zona rossa, nonostante numeri tutto sommato non drammatici, se non per il superamento del fatidico valore Rt (a quota 1,3), soprattutto per quanto riguarda la Tuscia.

Ieri, 13 marzo, a mezzogiorno il prefetto ha riunito il comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza per un confronto sulle misure da attuare. Dà i numeri sulle scuole del capoluogo il sindaco Giovanni Arena: 50 positivi a ieri, di cui 7 all’infanzia, 17 alle elementari, 9 alle medie e 17 alle superiori. “E’ una situazione sicuramente migliore rispetto al resto della regione – chiosa il primo cittadino viterbese -. La decisione di aver messo in zona rossa l’intero territorio laziale penalizza i comportamenti virtuosi dei viterbesi. Meglio sarebbe stato lasciare in giallo l’intera Tuscia”. Oltre Arena non si spinge, anche perché, con un governo di larghissime intese come quello Draghi, l’unico partito (di opposizione) a potersi permettere la voce grossa è Fratelli d’Italia: “La nostra provincia ha numeri sotto controllo con meno ricoverati e dati in diminuzione di contagiati - dice il responsabile provinciale Massimo Giampieri - eppure i soloni al governo hanno deciso di punire anche il nostro territorio. Questo è grave e non ha senso”. Da parte sua il deputato meloniano Mauro Rotelli, che ieri mattina ha avuto un confronto con il prefetto Bruno, parla di un “provvedimento incredibile e inaccettabile per la Tuscia, penalizzata nuovamente da parametri generalizzati, che non tengono conto dei sacrifici della popolazione e dello stato di necessità economico in cui versa tutto il territorio”. “I numeri di questa terribile pandemia, nella nostra provincia, sono assolutamente sotto controllo – sottolinea Rotelli - . All’ospedale di Belcolle ci sono meno reparti Covid aperti di due mesi fa, parte del personale è addirittura ritornato presso i reparti di provenienza. Degli stop selettivi e chirurgici per contrastare il virus si è persa ogni traccia”.

 

Ad Arena chiede prese di posizione più incisive “colà dove si puote ciò che si vuole”, la capogruppo di Viterbo 2020 Chiara Frontini, la quale ricorda come nella Tuscia gli attualmente positivi siano “solo” il 3.8% del totale della popolazione. “Fonti Agenas – continua Frontini - ci dicono che nella nostra provincia è previsto un decremento del-5% dei contagi nei prossimi giorni, in controtendenza rispetto alle altre province del Lazio Scriviamo a Zingaretti e Speranza chiedendo di differenziare le diverse situazioni nei comuni, come hanno fatto nei giorni scorsi i sindaci della Basilicata o della Toscana”.