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Viterbo, boati a Orte. L'Ingv esclude micro terremoti, al via le indagini con i satelliti

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Sergio Nasetti
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Orte, dai primi accertamenti effettuati dai tecnici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, inerenti le fenomenologie che hanno generato boati, tremori e la formazione di doline, per il momento emergono solo ipotesi. L’unica cosa certa è che non si è tratta di piccoli terremoti. Dalla relazione dell’Ingv emerge infatti che “la rete sismica nazionale dell’Istituto non ha rilevato eventi sismici in corrispondenza delle date dei fenomeni riferiti all’arco di tempo in cui essi si sono succeduti”.

In realtà, ad una successiva e particolarmente approfondita analisi delle registrazioni sismiche di due stazioni della rete sismica nazionale, poste in Umbria - prosegue la relazione tecnica - si nota la registrazione di un piccolo evento sismico, di magnitudo sicuramente sotto la soglia di rilevazione della rete sismica nazionale in quell’area (Magnitudo 2) avvenuto intorno alle ore 20 di venerdì 5 marzo, circa un’ora dopo la segnalazione giunta dal quartiere di Petignano”. 
Per quanto riguarda la formazione di doline o sinkhole, i tecnici spiegano che “verrà eseguita una analisi satellitare delle deformazioni attraverso le tecniche di interferometria da satellite (Sar) per rilevare la presenza di deformazioni del terreno da poter ricollegare alle fenomenologie in atto”. Questa fase viene evidentemente riferita alla piana alluvionale in cui si trovano Lucignano, Petignano e Baucche.

 

“Nel centro storico - spiegano i tecnici dell’Istituto di geofisica - risulta impossibile la realizzazione delle misure per i vincoli determinati dal tessuto urbano e dal rumore antropico che ne inficerebbe il risultato. Qualora l’esito delle precedenti fasi ne preveda la necessità, si ipotizza la possibile installazione di una rete sismica di dettaglio per tentare di registrare e localizzare le sorgenti che generano il rumore”. Nella relazione viene dunque evidenziata l’importanza della fase di analisi dei dati satellitari che, in mancanza di effetti sul terreno, potrebbe aiutare a delimitare un’eventuale area in deformazione e target specifici. Data la peculiarità della situazione, dall’Ingv per il momento non è stata fornita rassicurazione o allarme ma soltanto il suggerimento di una linea di azione per comprendere il fenomeno, che nello specifico potrebbe essere relativo ad un dinamica profonda nel basamento carbonatico risentita in entrambe le aree, oppure alla concomitanza e coincidenza di due fenomeni separati.