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Vaccino Covid, lotto Astrazeneca bloccato. Dosi anche anche a Viterbo

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Morti e trombosi sospette: all’indomani del blocco di un lotto da parte dell’Aifa, la psicosi AstraZeneca contagia anche la Tuscia, dove sono state somministrate alcune dosi del lotto sospeso (ABV2856) e dove le persone vaccinate con il siero prodotto dall’azienda anglo-svedese a ieri, 12 marzo,m erano 6.075 (3.423 a Viterbo, 1.348 a Civita Castellana e 1.304 a Tarquinia). Non si hanno ancora numeri ufficiali, ma pare che diversi viterbesi, sopraffatti dalla paura, ieri mattina non si siano presentati all’appuntamento nei tre centri allestiti dalla Asl. Di sicuro molti sono stati in dubbio fino all’ultimo.

 

Le chat degli insegnanti - insieme ai militari la categoria interessata dal vaccino AstraZeneca in questa prima fase - ribollono dalla giornata di giovedì, quando le notizie relative ai tre decessi in Italia e ai numerosi “eventi avversi” registrati in Europa, hanno iniziato a campeggiare in apertura su tutti i siti di informazione e poi sui tg serali. Coloro che hanno già ricevuto il vaccino subito sono andati a controllare sul cartellino ricevuto dopo l’inoculazione il numero del proprio lotto. Una bomba, quella di AstraZeneca, dagli effetti deflagranti sulla popolazione, una parte della quale già a fatica era riuscita a liberarsi in questi mesi delle tradizionali resistenze contro i vaccini alimentate dal pozzo senza fondo del complottismo. Ma ancora più deflagranti sulla popolazione scolastica, tra cui, in queste prime settimane di inoculazioni, si sono registrati moltissimi casi di effetti collaterali con conseguenti, numerose assenze per malattia. Ovviamente non c’è alcun collegamento tra i tre morti in Italia, i molti casi di trombosi più o meno fatali registrati in Europa, e quelle che vengono definite normali reazioni al vaccino (febbre, spossatezza, mal di testa), sintomo della risposta anticorpale dell’organismo.

 

E’ naturale però che in un clima generale di diffidenza e timori, eventi avversi ed effetti collaterali finiscano tutti nello stesso grande calderone: quello della paura. La stessa paura che ha contagiato anche gli over 55, in particolare quelli delle classi 1956 e 1957, che nei giorni scorsi avevano prenotato il vaccino AstraZeneca presso i propri medici di famiglia e che giovedì scorso sono stati presi dal dubbio se presentarsi all’appuntamento. Dalla paura, va detto, non è immune lo stesso personale sanitario addetto alla vaccinazione, dopo che la Procura di Siracusa ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone per la morte del 43enne miliare siciliano Stefano Paternò. Le dosi di vaccino AstraZeneca richiedono infatti una certa accortezza nell’utilizzo e per gli infermieri iniziano a scattare i primi dubbi se il gioco della retribuzione straordinaria valga la candela delle responsabilità, anche penali in caso di eventi avversi. A questo proposito, tra gli operatori in servizio nei tre hub di Viterbo, Civita Castellana e Tarquinia, c’è chi parla dl personale insufficiente, soprattutto nei turni del fine settimana, a fronteggiare eventuali reazioni o shock anafilattici che possano verificarsi nell’immediato. Soprattutto c’è chi denuncia la mancanza di un’ambulanza fissa fuori dall'hub che possa trasportare tempestivamente in ospedale eventuali vittime di eventi avversi.