Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, ancora un boato a Orte. Il terreno sprofonda a Vagno

Esplora:

  • a
  • a
  • a

Dopo una settimana di tregua, un nuovo, forte boato, è tornato a terrorizzare i cittadini di Orte. Il rumore è stato avvertito nella serata di mercoledì, 10 marzo, intorno alle ore 21, nella zona a sud di Orte Scalo, nelle località Barca di San Francesco, Baucche Basse e Scappia di Paglia. Secondo diverse testimonianze, il rumore, seguito da tremori, è stato avvertito nitidamente e pare fosse simile a quelli registrati nei giorni scorsi nel centro storico, a Petignano e a Lucignano. In questi ultimi giorni, inoltre, si è verificato uno strano fenomeno in località Vagno (Lucignano) poco distante dalle terme di Orte, dove è stato accertato l’abbassamento di un terreno di circa tre metri. Per i geologi potrebbe trattarsi di doline, depressioni di forma sub-circolare dovute al crollo di piccole cavità carsiche sotterranee.

Alcune risposte si potranno avere già lunedì, con l’arrivo degli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, i quali, dopo un tavolo tecnico, hanno deciso di effettuare una tomografia elettrica, con strumenti in grado di valutare e studiare il terreno a una profondità che può arrivare anche a 100 metri. “In questo modo - spiega Adriano Bonifazi, il geologo che ha seguito la vicenda dall’inizio - si potrà capire cosa effettivamente sta avvenendo sotto terra”. Molte le ipotesi in campo, tra queste, quella avanzata da Bonifazi: “In questi mesi è piovuto molto, più del solito, con l’acqua che è penetrata in profondità. La grande quantità di pioggia potrebbe aver smosso le falde, che ora stanno, per così dire, trovando un nuovo equilibrio”. E questo presuppone boati, rumori strani e tremolii che arrivano dal sottosuolo.

 

 

Un fenomeno simile, lo ricorda lo stesso geologo, è avvenuto qualche mese fa, quando, all’uscita dell’A1 in direzione di Terni, il terreno cedette all’improvviso creando una profonda voragine: “In quel caso - spiega Bonifazi - siamo sicuri che la pioggia ha causato il cedimento di un antico manufatto”. Da lunedì, dunque, tornano a Orte gli esperti dell’Ingv. I micro terremoti idrotermali è la teoria da cui sono partite le indagini scientifiche. Nella zona interessata dall’ultimo boato, a sud dello Scalo, il terreno è prettamente sedimentario, il sottosuolo è formato da uno spesso strato di argilla che si estende per moltissimi metri in profondità. Nelle colline sovrastanti la pianura delle Baucche, invece, insistono alcune grotte carsiche e sorgenti. Lì sotto si trovano anche le gallerie della linea dell’Alta Velocità: sopra è situata quella diretta a Roma, sotto, invece, passa l’altra galleria di intersezione per lo svincolo della stazione ferroviaria di Orte. Attualmente sono in corso dei lavori alla rete ferroviaria nelle due gallerie, anche se, al momento, gli esperti escludono una connessione tra i boati e i rumori dovuti ai lavori in corso.