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Viterbo, mamma minaccia uomo con taglierino. "Manda a spacciare mio figlio". Condannata a 20 giorni

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Accusò un uomo di aver assoldato il figlio minorenne come pusher per spacciare droga e lo minacciò con un taglierino. È la storia di una mamma sessantenne residente in un paesino dell’Alta Tuscia che è stata condannata ieri, 11 marzo, a 20 giorni di reclusione. “Il 26 giugno del 2018 la centrale ci allertò riferendoci che c’era una lite in corso tra una signora e un 40enne che si trovava agli arresti domiciliari. Quando arrivammo sul posto li abbiamo trovati sulla scalinata mentre discutevano. A un certo punto la donna tirò fuori un taglierino puntandolo contro quest’uomo ma riuscimmo a sottrarglielo facilmente – ha dichiarato un carabiniere-. Mentre eravamo impegnati a fare rientrare l’uomo in casa lei si allontanò dirigendosi verso la sua macchina e nel frattempo arrivò il figlio che ci disse che la madre aveva con sé un coltello da cucina. La signora non puntò l’arma contro nessuno però insisteva nel voler rientrare nell’abitazione e approfittammo di un attimo di distrazione per disarmarla”.

 

 

In seguito la 60enne si è sottoposta alle domande delle parti raccontando la propria versione dei fatti. “Tutto è successo perché questo signore reclutò mio figlio, all’epoca 14enne, per fargli spacciare hashish. L’uomo disse a mio figlio che se non gli avesse consegnato dei soldi mi avrebbe sparato. In quei giorni mi sono accorta che mancava dell’oro in casa per un valore di 20 mila euro e scoprii che mio figlio aveva consegnato questa somma a quest’uomo – ha affermato la donna- così andai a cercarlo. Non sapevo dove abitava, ma quando arrivai chiesi informazioni e lo incontrai nell’androne del palazzo. Gli chiesi perché aveva chiesto soldi a mio figlio e continuai dicendo che a me non stava bene; in quel momento lui iniziò a insultarmi e minacciarmi sostenendo di avere le conoscenze giuste per farmi fuori. Quando mi disse ‘io ti sparo in testa’ davanti ai carabinieri, tirai fuori il taglierino e glielo puntai. Fu mio figlio a chiamare i carabinieri. Era rimasto a casa ed era preoccupato che questo mi ammazzasse. Poi andai a prendere il coltello che avevo dentro il bagagliaio perché il giorno prima mi ero recata nel mio terreno per raccogliere delle verdure, ma lo infilai nei bermuda”. 

 


La donna però ha proseguito il racconto rivelando cosa accadde dopo, pentendosi delle sue azioni. “In caserma ebbi un malore e nel rianimarmi i sanitari mi ruppero tre costole. Il giorno dopo arrivai a Belcolle in eliambulanza con un infarto in corso. Io so di aver sbagliato. Mi fa schifo la droga e pensare che un uomo di quell’età possa sfruttare dei ragazzini come mio figlio mi fa ulteriormente schifo. Io ho sbagliato e mi rimetto a voi, ma questa è la pura verità”.