Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, violenza sessuale e plagio. Il Santone di Acquapendente davanti al gup

  • a
  • a
  • a

Prevista per il 14 aprile l’udienza preliminare davanti al gup fissata a seguito della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Viterbo nei confronti del 63enne Pasquale Gaeta, di origini campane, accusato di maltrattamenti in famiglia, esercizio abusivo della professione e violenza sessuale nei confronti di due donne.  Secondo l’impianto accusatorio formulato dal pm Paola Conti, il presunto santone a capo della comunità “Qneud”, che si trova ad Acquapendente e che si fa chiamare Maetsro Lino, si sarebbe spacciato per psicologo e le indagini a suo carico scattarono quando la madre di una 26enne di Monza decise di denunciarlo, in quanto sarebbe riuscito a plagiare la figlia. 

 

La vicenda nota al grande pubblico per un servizio trasmesso in televisione, sembra destinata ad andare avanti nonostante la testimonianza della 26enne, risalente al maggio del 2019 e cristallizzata in sede di incidente probatorio, nella quale la giovane, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Dionisi, negò di essere stata influenzata dal 63enne, ragion per cui il divieto di avvicinamento imposto all’uomo precedentemente venne diminuito, passando da 300 a 100 metri. Della vicenda si occuparono le Iene trasmettendo un video nel quale si sente una voce maschile chiedere delle pratiche sessuali a una ragazza.

 

 

Tuttavia contestualmente venne stabilita una perizia psicologica sulla ragazza, commissionata alla dottoressa Anna Maria Giannini. Successivamente a marzo dello scorso anno il 63enne venne raggiunto dall’avviso di fine indagini. Tre mesi dopo l’indagato chiese ai carabinieri di Montefiascone di essere ascoltato. In quell’occasione l’uomo smentì tutte le accuse. Tra poco più di un mese si saprà se il processo avrà inizio o meno.