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Viterbo Covid, la Cgil sulla vaccinazione agli amministrativi della Asl: "No a corsie preferenziali"

Daniela Venanzi
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Monta la polemica sulle priorità vaccinali all’interno del personale amministrativo della Asl. A puntare il dito su presunte anomalie è la Cgil-Funzione pubblica tramite una presa di posizione di Antonella Ambrosini, Stefano Innocenzi e Tonino Ferrigno, che, “relativamente alle somministrazioni”, evidenziano “un controverso metodo di applicazione”: “Consapevole della grande prova di professionalità ed abnegazione – si legge in una nota - che sta dimostrando tutto il personale sanitario, tecnico ed amministrativo della nostra Azienda sanitaria, la Fp-Cgil nutre alcune perplessità in merito alla gestione del piano vaccinale nei confronti degli amministrativi. Infatti, ci pervengono segnalazioni di vaccinazioni a macchia di leopardo, che non sembrano seguire né una logica anagrafica, né clinica, né tanto meno riferibile al contatto con il pubblico”. 

 

 

Di fatto, secondo la Cgil piuttosto che dare la precedenza a quegli impiegati che tutti i giorni sono a contatto con gli utenti, starebbero ricevendo il vaccino quelli, che, chiusi in ufficio, rischiano di meno. I dubbi al riguardo in questi giorni sono tanti, per questo motivo la Cgil chiede di avere lumi direttamente da chi si occupa della gestione del piano vaccinale: “Chi e con quale criterio – si domandano i firmatari della nota – individua il personale da vaccinare? Chi e con quale criterio individua un dipendente rispetto ad un altro, persino appartenenti allo stesso servizio? A nessuno è dato saperlo. Non può sfuggire che la poca chiarezza e trasparenza nella gestione delle chiamate alla vaccinazione preoccupa e provoca evidenti malumori in tutto il personale amministrativo, soprattutto in un momento storico in cui sembra esserci una recrudescenza dell’epidemia”. 

 

 

Non intendono restare in silenzio Ambrosini, Innocenzi e Ferrigno di fronte a un presunto sistema che a loro dire potrebbe presentare delle corsie preferenziali: “Per evitare tutto ciò sarebbe stato utile stilare un chiaro protocollo in cui fossero stati dichiarati con serietà e trasparenza i criteri di priorità di accesso alla vaccinazione, relativamente al personale amministrativo. Tanto era sufficiente – chiude la nota – per tranquillizzare il personale e per fugare qualsiasi dubbio sulla presenza di non tollerabili favoritismi”. E ancora: “Noi siamo la Cgil, il più grande sindacato italiano, lavoriamo incessantemente per tutelare tutti i lavoratori e non lasciamo mai nessuno indietro”.
Da parte della Asl, nel frattempo nessuna risposta ufficiale, forse anche per evitare ulteriori polemiche nella Cittadella. La Asl preferisce non intervenire: “Non abbiamo nulla da dire in proposito. Stiamo lavorando seriamente per affrontare una adeguata campagna vaccinale e non intendiamo alimentare polemiche che non servono a nulla”.