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Viterbo, boati a Orte. Crepe nella strada del quartiere di Petignano

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Orte, dopo i boati avvertiti nei giorni scorsi nel centro storico, a Petignano e a Lucignano, le autorità competenti cercheranno di fare piena luce sulle cause da cui vengono generati.  Intanto, alcuni abitanti del quartiere Petignano segnalano delle crepe sull’asfalto in via dei Calafati, comparse subito dopo il boato accompagnato da una sorta di scossa di terremoto. Crepe che, stando alle testimonianze dei cittadini, non erano presenti in quel tratto di strada prima dell’evento.

 

Seppure la zona di Orte non sia considerata un’area ad alto rischio sismico, sul territorio sono presenti molteplici fenomeni legati all’attività vulcanica. Acque solfuree sgorgano in vari punti della valle del Tevere su entrambe le sponde. Ne sono testimonianza, sulla sponda destra del corso d’acqua, nella piana di Lucignano, le Terme di Orte, il lago Vadimone, piccolo specchio d’acqua d’origine vulcanica, in cui la presenza di acqua solfurea è molto evidente.
A Petignano, oltre alla famosa fonte dell’Acqua acetosa, in vari punti della zona basta trivellare il terreno per trovare acqua solfurea. E poi, proseguendo verso Penna in Teverina, al confine tra i due comuni, esiste una vera e propria solfatara a cielo aperto, sul genere del Bullicame di Viterbo.
Quindi, prende sempre più corpo l’ipotesi che a provocare gli strani fenomeni sia una particolare attività idrotermale che genera questi particolari eventi.
Tuttavia saranno gli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), chiamati dal prefetto di Viterbo Giovanni Bruno, ad indagare per trovare una spiegazione certa sull’origine dei boati provenienti dal sottosuolo che stanno creando molta apprensione tra la popolazione.


Il sindaco Angelo Giuliani, in attesa di risposte da parte degli esperti, afferma: “Le crepe sulla strada potrebbero essere un piccolo sintomo indiretto di quanto sta avvenendo nel sottosuolo. Aspettiamo che i tecnici ci comunichino informazioni più precise. Intanto - prosegue Giuliani - il geologo Bonifazi ha iniziato le indagini sui luoghi interessati dal fenomeno, lunedì effettuerà rilevamenti nel centro storico”. 
I risultati ottenuti grazie al georadar potranno stabilire a quale profondità si verifica il fenomeno che poi crea boati udibili in superficie. 
Al lavoro sono già anche gli esperti dell’Istituto di geofisica, interpellati dal prefetto, su richiesta dello stesso sindaco. 
“Speriamo - afferma Giuliani - di poter avere quanto prima risposte certe su ciò che sta accadendo, ma soprattutto speriamo che nessuno di questi fenomeni costituisca un pericolo per la popolazione”.