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Viterbo, Comune non spende fondi per la Dad

Massimiliano Conti
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Centomila euro, stanziati a fine ottobre con un emendamento al bilancio sostenuto da tutto il consiglio comunale e destinati all’acquisto di dispositivi tecnologici per le scuole, come tablet e Lim. Ora che, con la diffusione della variante inglese e l’escalation di contagi tra i giovani, si riaffaccia lo spettro della chiusura delle scuole e del ritorno alla didattica a distanza, viene da chiedersi che fine abbiano fatto quei soldi e come siano stati spesi. Se lo è chiesto la consigliera del Partito democratico Luisa Ciambella e ha scoperto che solo 12 mila di quei 100 mila euro sono stati utilizzati per migliorare la connettività degli studenti viterbesi.

La parte restante è finita in economia, perché la giunta non è stata in grado di impegnarla entro il termine del 31 dicembre 2020. In pratica questi fondi non potranno più essere utilizzati per quello scopo. Un’altra occasione persa, sottolinea Ciambella, secondo cui la giunta Arena ha dimostrato “ancora una volta di essere incapace di mettere a frutto le risorse a sua disposizione per città e cittadini”. Si tratta di un’amministrazione recidiva, secondo l’ex vicesindaca, che ricorda a questo proposito il finanziamento per i lavori pubblici (914 mila euro) che il Comune ha dovuto restituire allo Stato perché erano scaduti i tempi per l’assegnazione; o ancora i fondi arrivati da Regione e Governo per i buoni spesa (630mila euro), inutilizzati da dicembre. “Adesso è la volta dei 100 mila euro per la scuola - continua l’esponente dem - che dovevano servire all’acquisto di dispositivi per la Dad, all’acquisto delle Lim per tutte le classi così da consentire la didattica integrata (in presenza e a distanza), e al potenziamento delle connessioni, sia per le scuole che ne hanno fatto richiesta da tempo che per i ragazzi delle famiglie meno abbienti. Di questi fondi però l’amministrazione è riuscita a spendere appena 12mila euro per la connettività per gli studenti”.

Ma non finisce qui. Se lo spirito del provvedimento era quello di dare un aiuto ai ragazzi delle famiglie più in difficoltà, Ciambella fa notare come il bando pubblicato dal Comune invece non abbia previsto alcun limite di reddito per fare domanda: “Per cui le poche risorse distribuite potrebbero essere arrivate anche a famiglie meno bisognose”. “Sorprende che con l’avvicinarsi della scadenza entro cui si potevano spendere i 100mila euro - aggiunge la consigliera di minoranza - nessuno si sia posto il problema di come fare per non perdere le risorse. Per i fondi che, su mia proposta, erano stati stanziati sempre in bilancio per l’acquisto di tamponi per le scuole (10mila euro) fu adottato un metodo diverso. In sostanza, per paura che non fossero usati per tempo, alla fine si decise di destinarli ad altro. Ritengo gravissimo - conclude Luisa Ciambella - che quando i soldi ci sono e tutti siamo d’accordo su come impiegarli, poi l’amministrazione non sia in grado di farlo”.