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Viterbo Covid, decine di docenti ancora senza vaccino. Sono quelli residenti fuori regione

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Sono una sorta di “esodati” del vaccino. Loro si autodefiniscono “apolidi” perché hanno una residenza in una regione ma insegnano in un’altra: in provincia di Viterbo sono decine e decine. Tutti senza possibilità di ricevere l’immunizzazione al Covid, se non per i soliti fortuiti canali amicali, in caso di disponibilità di dosi residue. Già qualche settimana fa, all’inizio della campagna di vaccinazioni del personale docente e non docente con il siero AstraZeneca, il sindacato Uil Scuola di Viterbo aveva sollevato questo problema, che a tutt’oggi non è stato ancora risolto. Tant’è che la stessa Uil, fa sapere la segretaria Silvia Somigli, si è mossa a livello nazionale con i nuovi ministri dell’Istruzione Patrizio Bianchi e degli Affari regionali Mariastella Gelmini, chiedendo uniformità di procedure tra le regioni le quali, come sempre, vanno in ordine sparso senza dialogare le une con le altre.

Tra coloro che non hanno potuto prenotarsi per il vaccino, c’è Stefania Piersanti, giovane insegnante di lettere al liceo Colasanti di Civita Castellana, residente nel Comune di Giove, in provincia di Terni. “L’Umbria – spiega la docente – si è completamente dimenticata di noi insegnanti che lavoriamo in altre regioni, nel mio caso perché ho vinto il concorso qui nel Lazio. Non essendo residenti non rientriamo negli elenchi dell’Ufficio scolastico regionale e quindi per noi è impossibile prenotare il vaccino. Così mentre tutti i nostri colleghi stanno ricevendo in queste settimane l’immunizzazione, noi continuiamo a rimanere scoperti, in un periodo peraltro in cui i contagi nelle scuole stanno risalendo in maniera preoccupante”.

La prof aveva contattato nelle settimane scorse il numero verde della Regione Lazio per avere chiarimenti in merito: “L’operatore al centralino mi aveva spiegato che ci si stava organizzando per far fronte a questo problema, che nel Lazio riguarda migliaia di insegnanti provenienti da altre regioni. Ma ad oggi nulla è stato fatto”. Ancora una volta la pandemia sta facendo dunque emergere tutti i limiti e le contraddizioni che interessano il sistema regionale italiano. “La finalità delle campagne di vaccinazioni - ribadisce la segretaria Uil Scuola Silvia Somigli - è proteggere gli operatori del mondo della scuola. Tutti gli operatori, docenti e non docenti, così come i dirigenti scolastici, devono essere ammessi alle vaccinazioni per il Covid 19, a prescindere dalla residenza anagrafica o dall’iscrizione negli elenchi degli assistiti presso un medico di base della regione. Speriamo che, dopo le nostre sollecitazioni, i ministri Bianchi e Gelmini risolvano al più presto quella che si configura come un’autentica discriminazione”.