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Viterbo, minacce social a Liliana Segre per il vaccino. Indagato quarantenne di Valentano

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Un quarantenne residente a Valentano è indagato per le minacce via social alla senatrice a vita Liliana Segre. Sarebbe stato l'autore, insieme a 76enne sardo, degli insulti e delle minacce via social indirizzati alla senatrice, sopravvissuta all'Olocausto, dopo che si era vaccinata contro il Covid-19.

Le indagini della polizia postale e della Digos di Milano hanno portato all'identificazione die presunti autori dei messaggi: un 40enne, G. T., che vive a Valentano e un 75enne pensionato residente a Portoscuso nella provincia di Carbonia-Iglesias, G. G. T.. Le loro abitazioni, da quello che si è appreso, sono state perquisite. La polizia sta indagando su delega del pm  Alberto Nobili, a capo del pool antiterrorismo, che nelle scorse settimane ha aperto un fascicolo per minacce aggravate dall’odio razziale. I post con gli insulti e le minacce erano stati pubblicati  sui social dopo che la senatrice si è sottoposta al vaccino lo scorso 18 febbraio al Fatebenefratelli ed è diventata testimonial della campagna anti Covid.

Durante la perquisizione nelle abitazioni dei due indagati sono stati ispezionati i loro computer, cellulari e altri sistemi informatici e di telecomunicazione. L'operazione ha consentito di riscontrare le ipotesi investigative, acquisiti, tramite il sequestro di materiale, ulteriori elementi probatori sui dispositivi informatici adesso al vaglio degli specialisti della Postale. Tra i messaggi d’odio più raccapriccianti sicuramente quello in cui testualmente si afferma “Aveva paura di morire la str***a? Non sono riusciti neanche i tedeschi ad ammazzarla e ora ha paura di morire?”, oppure, ancora, quello di un altro utente che scrive “Ma se tirasse le cianche, quanto si risparmierebbe”.

Nel dettaglio, le attività  hanno consentito l’emissione da parte del coordinatore della sezione distrettuale Antiterrorismo di Milano, Alberto Nobili, dei decreti di perquisizione locale e personale, e contestuali decreti di ispezione sui sistemi informatici e di telecomunicazione a carico degli indagati, cui è stata data esecuzione, nella mattinata odierna, con l’ausilio del personale degli Uffici della Polizia Postale di Roma e Cagliari e delle Digos di Viterbo e Cagliari.