Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Montefiascone ex sindaco e assessori indagati. Presentate le memorie difensive

  • a
  • a
  • a

Terminati gli interrogatori in procura, i dieci indagati del Comune di Montefiascone per abuso d'ufficio in concorso tra loro attendono gli sviluppi delle indagini. Gli indagati sono l'ex sindaco Massimo Paolini, la sua vice Orietta Celeste, gli ex assessori Rita Chiatti, Paolo Manzi, Fabio Notazio, Massimo Ceccarelli, e gli agenti della municipale Luigi Salvatori e Giovanni Nunziati (entrambi in pensione), Giulia Bassi e Luciana Fronda. Devono rispondere, a vario titolo, di presunte anomalie nella gestione di un concorso per ausiliari vigili, di uno per funzionari comunali, e della nomina a comandante della municipale della Bassi, che prese il posto di Salvatori. 
Intanto, i loro avvocati dicono no all'accusa di concorsi truccati e portano avanti la strategia difensiva. Che è già iniziata nell'incontro con il sostituto procuratore Franco Pacifici. Infatti, se i 4 vigili urbani, l'ex sindaco e altri tre ex assessori hanno deciso di rispondere alle domande del pm, Chiatti e Notazio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. 

 

 

“Le delibere sotto la lente della procura sono state approvate in modo legittimo”, ha detto l'avvocato Fausto Barili, che difende la Chiatti. “Non ho ritenuto utile far rispondere la mia assistita alle domande del pm in questa fase – riprende Barili -. Fase in cui non conosciamo gli atti di indagine rispetto a cui è stata ipotizzata questo tipo di contestazione”. Per Barili serve approfondire i temi toccati nelle memorie difensive depositate dagli avvocati: “Memorie che saranno utili per una valutazione a 360 gradi – aggiunge Barili -, e forse per giungere a considerazioni differenti rispetto alla liceità dell'operato della giunta comunale e della signora Chiatti”. 
Per Barili, nelle memorie difensive ci sono degli aspetti importanti “che non potranno sfuggire all'attenzione del pm”. Il legale parla della riforma che c'è stata in merito al delitto di abuso d'ufficio, “per cui sono state escluse dal novero delle fattispecie penalmente rilevanti sotto il profilo di abuso d'ufficio tutte le situazioni in cui si ipotizzavano violazioni di regolamenti – precisa -: adesso l'abuso d'ufficio è integrabile esclusivamente quando si è in presenza di violazione di legge”. Questo per quanto riguarda il primo capo di incolpazione provvisoria che colpisce la ex giunta. 

 

 

In merito al secondo filone d'inchiesta (nomina di Bassi per cui sono indagati l'ex sindaco, gli ex assessori e l'ex comandante Salvatori), Barili puntualizza: “Per la normativa recente il ricorso alla mobilità interna rappresenta, prima del concorso pubblico, la strada maestra. Quindi, questa è la ragione per cui la signora Chiatti non ha risposto alle domande del pm: questi aspetti di natura tecnico-giuridica vanno affrontati con un approfondimento racchiuso nella memoria difensiva”. 
Barili conclude: “Laddove la chiusura delle indagini non portasse all'archiviazione, su cui confidiamo, noi saremmo più che pronti, una volta avuta la discovery degli atti e capito la genesi di questo procedimento, a chiarire quel che di nebuloso dovesse ancora esserci”.