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Viterbo, offese sui social. La preside trascina le mamme in tribunale

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La preside di un istituto omnicomprensivo del capoluogo trascina in tribunale una mamma e alcune sue amiche per delle frasi ingiuriose pubblicate sui social, ma il procedimento stenta a decollare. Ieri in aula è stato disposto l’ennesimo rinvio, a causa della quarantena preventiva a cui si è sottoposta per precauzione una delle sei imputate, assenza che è stata giustificata dalla consegna del certificato medico prodotto dalla difesa.

Le donne sono state accusate dalla dirigente di averla diffamata, in quanto le avrebbero rivolto insulti dandole della “cretina”, “str**za”, “idiota”, “imbecille” e “scema” e frasi inappropriate come “la manderei a sturare le fogne” commentando un post pubblicato su un social network alla fine del gennaio 2017. Ad accendere la miccia era stata la madre di un alunno, la quale aveva condiviso pubblicamente il suo disappunto circa le iniziative intraprese dalla preside, affermando di considerarla anche poco disponibile.

Alcune amiche, leggendo le recriminazioni esposte dalla donna, avevano deciso di spalleggiarla e di supportarla, manifestando le proprie idee in merito alle lamentele, e a loro volta avevano postato parole ritenute dalla parte civile infamanti e per nulla adeguate al contesto, contribuendo a gettare benzina sul fuoco e a ingigantire la vicenda, rendendola dunque incandescente.

La dirigente, a quel punto, sentendosi chiamata in causa, decise di non lasciar correre e querelò le sei donne per diffamazione. Non è la prima volta che il processo subisce delle battute d’arresto. Sono infatti diverse le udienze già slittate per lo stop imposto dalle restrizioni e dalle misure di contenimento della pandemia. Tuttavia, da quanto è dato sapere, da qualche mese ci sarebbero delle trattative in corso tra le parti. A tal proposito sembrerebbe che la preside, intenzionata a dare battaglia alle avversarie fino all’ultimo, avrebbe richiesto la somma di 300 euro a ogni signora a titolo risarcitorio, ma a quanto pare la questione è destinata a non risolversi in tempi brevi, anche se secondo alcune stime ottimistiche, potrebbe concludersi e arrivare al capolinea tra pochi mesi. Intanto, il giudice Silvia Mattei ha sollecitato i legali delle imputate a trovare un accordo, fissando la prossima udienza al 21 aprile.