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Viterbo, settantenne si innamora dell'infermiera e la perseguita

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Viterbo, un 70enne, per mesi accudito da una giovane infermiera, ha iniziato a perseguitarla quando lei e stata destinata a un altro incarico. Si era invaghito della donna e non voleva altri al suo fianco, tanto da arrivare a telefonarle di frequente, nella speranza di poterla rivedere. Non voleva rassegnarsi all’interruzione dell’assistenza da parte della donna. Per lui è scattata la misura di prevenzione dell’ammonimento, emessa dagli uomini della polizia di Stato della divisione anticrimine della questura.

L’infermiera, nei primi mesi del 2020, aveva prestato assistenza domiciliare, insieme a un collega, presso l’abitazione dell’uomo. E lui, affascinato da quell’angelo in camice bianco ma evidentemente non corrisposto, ha iniziato a martellarla di telefonate, fino ad arrivare a pedinarla per poterla incontrare nei luoghi frequentati da lei. Considerato il perseverare nel suo intento, il 70enne è stato sottoposto ad ammonimento dal questore, a seguito del quale dovrà desistere da qualsiasi comportamento persecutorio nei confronti della donna. Dall’inizio dell’anno sono stati ben dodici gli ammonimenti emessi dalla Questura di Viterbo, la maggior parte dei quali riguardano casi di stalking legati a motivazioni sentimentali.

 

Nelle fattispecie trattate dalla divisione anticrimine della questura di Viterbo le vittime esprimono la sofferenza causata dalle reiterate molestie subite. Tutte hanno manifestato grave pregiudizio della propria serenità, stato di ansia e timore per la propria incolumità fisica e per quella delle persone a loro legate da rapporti affettivi, nonché la costrizione al cambiamento delle proprie abitudini di vita. L’istituto dell’ammonimento per atti persecutori è stato introdotto dal decreto legislativo 11-2009 prevedendo la nuova fattispecie criminosa degli “atti persecutori”. L’ammonimento costituisce un preavviso dell’autorità di pubblica sicurezza delle conseguenze cui va incontro l’autore degli atti persecutori. “L’obiettivo di questa misura di prevenzione a tutela da comportamenti molesti - spiega la questura - è quello di far emergere avvenimenti che solitamente rimangono nascosti”.