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Viterbo, truffa sui contributi all'Inps. Prescrizione per 15 imputati

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Si è concluso con la prescrizione il processo che vedeva alla sbarra 15 persone - tra dipendenti Inps, professionisti e politici anche molto noti - con l’accusa di truffa e falso. L’inchiesta, nata nel 2013 e coordinata dal pm Paola Conti, portò alla scoperta di un presunto sistema clientelare secondo il quale alcuni funzionari dell’istituto di previdenza avrebbero fatto in modo di agevolare, appunto, professionisti e politici nelle procedure per il riscatto, ai fini contributivi, della laurea e del percorso di abilitazione professionale, permettendo loro di pagare molto meno di quanto avrebbero dovuto.

Stando alle ipotesi della Procura, le date delle richieste venivano falsificate così da risultare come se fossero state presentate negli anni Novanta, un periodo in cui questa tipologia di operazioni aveva un costo ridimensionato. In altri casi, invece, la truffa sarebbe stata messa in atto “giocando” sulle retribuzioni, facendo figurare quella più redditizia per il beneficiario a favore. Da qui il danno per l’istituto nazionale di previdenza, che venne quantificato in 560 mila euro. A questo si deve la scelta da parte dell’Inps di costituirsi parte civile. Inps che invece con la prescrizione è rimasta a bocca asciutta vedendo sfumare la possibilità di ottenere il risarcimento richiesto. Tornando all’inchiesta, tutto ebbe inizio quando il comando provinciale della guardia di finanza, a seguito di una segnalazione in merito ad alcune pratiche “sospette”, decise di avviare ulteriori accertamenti che portarono ai primi provvedimenti disciplinari nei riguardi di due dipendenti dell’Inps.

 

La goccia che fece traboccare il vaso di Pandora, ormai scoperchiato, furono poi le denunce del 2015 e gli avvisi che vennero notificati agli indagati. Dapprima 19, ma nel tempo alcune posizioni, quelle di quattro medici (Bruno Mongiardo, Stefano Ruspantini, Anna Lisa Sanna e Franco De Sanctis) vennero archiviate, mentre i restanti 15 finirono alla sbarra. Con la prescrizione avvenuta ieri, 25 febbraio, il giudice Giacomo Autizi ha disposto il proscioglimento dalle accuse per 4 dipendenti Inps (Mauro Patrignani, Giuseppina Sala, Massimo Mecarini e Rita Tinnirello) e per coloro che, come detto, si sarebbero serviti dei loro presunti favori. L’ex sindaco di Ronciglione, Massimo Sangiorgi, l’ex consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini, Rossella Pari, Manlio Padovan, Alfredo Brizi, Tiziana Giorgi, Andrea Filoscia (che nel frattempo è deceduto), Renato Geri, Loretta Chiarapini, Cosimo Raona e Sandro Moscetti. I difensori degli imputati, gli avvocati Giovanni Labate, Massimo Pistilli, Elena Gallo, Claudia Polacchi, Roberto Massatani, Luigi Sini, Luca Paoletti e Marco Valerio Mazzatosta hanno sempre sostenuto che probabilmente si era trattato di errori materiali dovuti all’evoluzione informatica e digitale che all’epoca era agli albori e che inoltre i dipendenti Inps avrebbero lamentato ai propri dirigenti il sovraccarico di pratiche da elaborare che avrebbe potuto comprometterne gli esiti.