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Viterbo, paziente psichiatrico aggredisce infermiere all'ospedale di Tarquinia

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Un infermiere, anche sindacalista Nursing Up, è stato aggredito da un paziente psichiatrico all’Spdc (Servizio psichiatrico diagnosi e cura) dell’ospedale di Tarquinia durante la somministrazione di una terapia. L’infermiere ha riportato una tumefazione al volto con quattro giorni di infortunio e proprio per questa ragione è stato costretto a lasciare il reparto. Ennesimo caso di violenza, questo, che si verifica nell’Spdc dell’ospedale tarquiniese e proprio per questo Mario Perazzoni, segretario Nursing Up per l’area dell’Alto Lazio, chiede a tutti i dirigenti regionali e in particolare alla responsabile del Lazio che nei reparti psichiatrici di tutto il territorio regionale venga garantita la presenza dei vigilantes a guardia del personale sanitario.

“Non sono più ammissibili episodi come questo - afferma Mario Perazzoni -. Bisogna fare in modo di istituzionalizzare la figura di una guardia presente sia nel pronto soccorso di un ospedale che nel reparto di psichiatria. Stavo parlando con alcune colleghe le quali mi hanno raccontato come in un pronto soccorso qualche sera fa c’è stata una nuova aggressione di un paziente nei confronti di un’infermiera che poi, però, per non lasciare il posto di lavoro scoperto e quindi per non abbandonare le colleghe in una situazione così delicata ha deciso di restare al lavoro fino alla fine del turno”.

 

I sindacati nelle scorse settimane avevano criticato pesantemente la decisione di trasferire il reparto di psichiatria a Tarquinia. La decisione fu presa dalla Asl in autunno quando ci fu il boom dei contagi nella Tuscia con la seconda ondata. In questi giorni diverse corsie dell'ospedale Belcolle vennero dedicate ai malati positivi al Covid e dunque il reparto psichiatrico è stato trasferito da Belcolle a Tarquinia, nell'ospedale dove è stata individuata un'ala per ospitare i malati con problemi psichiatrici. Tuttavia per alcuni sindacati, oltre alle strutture carenti, manca anche personale e quello che c'è non viene garantito in termini di sicurezza.