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Viterbo Covid, undici discoteche chiuse. "Rischiano di non riaprire"

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Musica spenta, locali chiusi, festa finita. Era l’ultimo week-end di febbraio del 2020 quando, con l’inizio della pandemia, il primo Dpcm Conte impose lo stop alle attività di intrattenimento. E’ trascorso un anno esatto da quella data, dodici mesi da incubo per il popolo della notte e, in particolare, per discoteche e locali da ballo, messi in ginocchio prima dal Covid e poi dalle restrizioni governative. Un settore che nella provincia, dove ci sono 11 tra discoteche e night associati al Silb Fipe (il Sindacato dei locali da ballo della Confcommercio) dà lavoro ogni fine settimana a circa 350 persone tra 34 deejay, 24 vocalist, 50 baristi, 40 cassieri e 100 operatori di sicurezza.

“Ho paura che di questo passo i nostri locali non ce la facciano ad arrivare alla fine del 2021 - è il grido d’allarme di Luca Talucci, da 5 anni presidente della Silb Fipe Viterbo -. Il primo, il Fly Club, ha alzato bandiera bianca a marzo, mentre gli altri resistono solo grazie ai sacrifici dei gestori. Un anno fa abbiamo chiuso con senso di responsabilità. Oggi, però, non sappiamo come e quando riaprire”. E l’attesa rischia di prolungarsi, visto l’imminente Dpcm che confermerà le restrizioni fino al 6 aprile: “Il decreto penalizzerà ancora più la filiera del divertimento - prosegue Talucci -, per questo chiediamo al governo un ristoro adeguato al fatturato precedente l’anno della pandemia. I ristori precedenti, infatti, sono stati insufficienti per gestire l’attività, perché non ci sono entrate mentre vanno pagati gli affitti dei locali e le bollette”.

Le discoteche restano chiuse, ma intanto gli assembramenti si moltiplicano nelle piazze e nelle strade: “Sabato Corso Italia a Viterbo brulicava di persone e allora perché i locali non possono riaprire in sicurezza? Credo che riducendo la capienza, con tamponi rapidi all’ingresso, utilizzando le mascherine e rispettando le distanze gli avventori, giovani e non solo, possano tornare a divertirsi”. Anche perché, a detta del Silb, la chiusura favorisce il divertimento abusivo: “Anche nella provincia c’è un incremento di feste in case, ville e casolari di campagna. La nostra riapertura invece scongiurerebbe questo fenomeno che fattura a livello nazionale quanto i locali a norma”. All’orizzonte c’è poi il rischio di una serrata definitiva che, anche nella Tuscia, potrebbe avere ripercussioni devastanti, come sottolinea Gianni Trombetta, consigliere del Silb Fipe Viterbo, comproprietario della discoteca Class Club e titolare della The One Agency, società di servizi per il mondo dello spettacolo: “E’ impossibile andare avanti così - afferma -. Finora abbiamo resistito, ma di questo passo l’intero settore rischia di scomparire”. “L’auspicio è che il governo non commetta più gli errori del passato - riprende il presidente del Silb Talucci - e che in questo modo la provincia possa mantenere lo stesso numero di locali”. E, perché no, aumentarlo, visto che, una volta usciti dall’emergenza, a Viterbo dovrebbe aprire un nuovo locale, il Vision Club. La luce in fondo al tunnel.